giovedì 17 ottobre 2019

Chi va con lo Zoppo... non perde Il nostro caro Lucio dal vivo a Napoli!

Giovedì 24 ottobre al Cinema Posillipo lo 'storytelling-concert' di Donato Zoppo e gli Uomini Celesti: un omaggio a Lucio Battisti con aneddoti, copertine e tanti classici battistiani reinventati in chiave rock  
Il nostro caro Lucio dal vivo a Napoli! 


Giovedì 24 ottobre 2019 
ore 21.00 
Cinema Posillipo
via Posillipo 66 
Napoli 


IL NOSTRO CARO LUCIO
con Donato Zoppo e gli Uomini Celesti

Ingresso 15 euro
Info 346.6920192 - cinemaposillipo@libero.it 




Giovedì 24 ottobre 2019 nuovo appuntamento con Il Nostro Caro Lucio, lo storytelling-concert di Donato Zoppo e gli Uomini Celesti, tratto dall'omonimo libro di Zoppo pubblicato da Hoepli in occasione del ventennale della scomparsa di Lucio Battisti. La band torna a Napoli, stavolta al Cinema Posillipo (Via Posillipo 66 - ingresso euro 15.00), con una narrazione tra musica, società e spettacolo.
 
Il nostro caro Lucio ha debuttato al Roccella Jazz Winter Edition 2018 (prima assoluta e produzione originale del Festival, uno dei più importanti eventi jazz in Europa) e ha girato l'Italia, è un progetto che unisce racconto, aneddoti e i più famosi classici battistiani reinventati in chiave rockDonato Zoppo e gli Uomini Celesti raccontano l'avventura di Battisti e Mogol, la musica che girava tra anni '60 e '70, tra boom economico, anni di piombo, vinili, sogni, speranze, drammi pubblici e privati. 



Dalla fine degli anni ’60 fino alla sua scomparsa, Lucio Battisti ha rivoluzionato la canzone italiana: l’ha aperta alle più disparate influenze straniere, prima con l'alchimia irripetibile insieme a Mogol, poi nel percorso sperimentale con Pasquale PanellaIl nostro caro Lucio - Storia, canzoni e segreti di un gigante della musica italiana, secondo libro di Zoppo dedicato a Battisti, narra la storia dell'artista con curiosità, interviste e testimonianze di coloro che sono gli stati vicini e lo hanno conosciuto. Lucio Battisti si è rivelato un artista inquieto, riservato e sfuggente, che ha lasciato parlare la sua opera, tenendo pochissimi concerti, rifiutando interviste e apparizioni televisive. 


Sacha Barbato: voce, chitarra acustica.
Giampaolo Capone: chitarra elettrica, cori.
Diego Ruggiero: basso elettrico, cori.
Simone Paglia: batteria.
Donato Zoppo: narrazione e vinili.





Cinema Posillipo:

Donato Zoppo: 

martedì 15 ottobre 2019

Chi va con lo Zoppo... ascolta ROCK CITY NIGHTS n. 5: Wednesday Rock on air mer. 16.10

Mercoledì 16 ottobre quinta puntata del radio show di Donato Zoppo con la stagione 2019-20: novità rock italiane e straniere, ospite in diretta Lelio Camilleri con il libro 'I sogni d'oro dei Beatles'. FM e streaming su Radio Città BN 
Rock City Nights n. 5: WEDNESDAY ROCK!


Mercoledì 16 ottobre 2019 dalle 19.00 alle 20.00 quinta puntata di Rock City Nights, il radio show ideato e condotto da Donato Zoppo sulle frequenze di Radio Città BN | 95.80. E' la stagione 2019-2020 del longevo programma di Zoppo, inaugurato nel 2007, come sempre dedicato alle novità rock italiane e straniere. 
Ospite in diretta Lelio Camilleri, che parlerà del nuovo libro I sogni d'oro dei Beatles. Guida all'ascolto di Abbey Road [Arcana].



FM [95.80 Campania] | streaming sito RCB | diretta Facebook; 
replica giovedì 17.10 h. 21.00.


RCN 2019-20 V | Wednesday Rock playlist:

STATUS QUO - Cut Me Some Slack   
[da Backbone, 2019]

JULIE'S HAIRCUT - Until the Lights Go Out 
[da In the Silence Electric, 2019] 

MOON DUO - Flying 
[da Stars Are The Light, 2019] 

SUCCI - Grazie per l'attesa   
[da Carne cruda a colazione, 2019]

RISE TWAIN - Everspring    
[da Rise Twain, 2019]

GRAND DRIFTER - Circus Days   
[da Lost Spring Songs, 2018] 

ANGEL OLSEN - What It Is  
[da All Mirrors, 2019]

 TENEBRA - Cornered 
[da Gen Nero, 2019]

THE NEW MASTERSOUNDS - Let's Go Back   
[da Shake It, 2019] 
 


Radio Città BN| FM 95.80:

RCN: 
https://www.facebook.com/RockCityNights/ 

martedì 8 ottobre 2019

Chi va con lo Zoppo... ascolta Spawning: il mare e una chitarra "altra" con Bruno

Almendra Music pubblica il debutto da solista del membro di Utveggi, Forsqueak e Aps. Un album suggestivo, ispirato alla sua attività di istruttore subacqueo, per chitarra classica, acustica, elettrica e 12 corde 
Spawning: il mare e una chitarra "altra" con Bruno 

BRUNO
SPAWNING 
[Almendra Music 2019]
11 tracce - 27' 53''




"Spawning significa germinare, fare le uova, gettare le spore, con specifico riferimento alla zoologia subacquea. Tutta la musica che facciamo è sempre fortemente influenzata da “altro”, quando non proprio ispirata da o composta per ragioni espressive extra-musicali. Per me questo “altro” è il mare, la natura, la subacquea e gli incontri da essa generati, insomma l'altra metà fondamentale della mia vita (nonostante abbia studiato musica per tutta la vita, faccio l'istruttore subacqueo). Trattandosi poi del primo lavoro per chitarre sole, vista la forma variegata dell'album, il concetto di germinare si sposa correttamente".
Chitarra sola ma non isolata, quella di Bruno Pitruzzella, che debutta da solista con Spawning: un lavoro che nasce dall'esigenza di un percorso in proprio, ma soprattutto da riflessioni e meditazioni su tutto ciò che circonda la musica, a partire dalla sua attività di istruttore subacqueo, che ha dato anche il titolo all'album. Per l'occasione Bruno Pitruzzella si mette a nudo, tanto da rinunciare anche al cognome per ribadire questo cammino di rinnovamento. 



E' un debutto anche per Almendra Music, che con Spawning pubblica il suo primo album per sola chitarra, dopo i lavori delle "chitarre gemelle" del duo Blanco Sinacori: se questi ultimi sono ben centrati in area modern-classical, Bruno opera invece all'insegna di un chitarrismo contemporaneo che prende spunto dalle sue aree di influenza, in particolare l'improvvisazione: "Si tratta di un lavoro fin troppo variegato ma rispecchia il percorso che ho avuto, spesso non troppo coerente se non fosse per l'ostinazione e la necessità di cercare una propria via personale nella musica, spesso trovata nell'improvvisazione. Questo può essere il vero filo conduttore: Spawning ha trovato la sua forma definitiva partendo sempre da improvvisazioni, che poi sono diventate composizioni, quindi scrittura. Ma l'improvvisazione è la matrice di base. Per improvvisazione non si intende solo quella melodica di matrice jazzistica, a volte è proprio totale, anche se non posso dire sia “radicale” in senso specifico, c'è sempre qualcosa di pre-esistente, si viene sempre da una direzione".

Palermitano classe 1987, diplomato nel 2011 al Conservatorio Bellini della sua città, allievo di Antonello Ghidoni e soprattutto Marco Cappelli, Bruno Pitruzzella ha approfondito la pratica del jazz e dell'improvvisazione con Francesco Guaiana e ha suonato con tanti musicisti come Mimmo Cafiero, Umberto Fiorentino, Fabio Zeppetella, Antonio Forcione, Lelio Giannetto, l’Orchestra Instabile Disaccordo di Palermo. Attento sia alla composizione che all’improvvisazione, Bruno "scrive" la propria musica, che è quasi sempre strumentale, un mix di post rock, jazz, punk e improvvisazione. E' membro storico di Forsqueak, Utveggi e Aps, tre straordinarie band della scuderia Almendra Music. Rispetto alla musica di Spawning, secondo Bruno "Utveggi è più rock, forma canzone e scrittura, Forsqueak ha più un'attitudine jazzistica (non nel senso di “genere” ma di approccio). Spawning è un mix di tutto quanto, c'è la forma canzone, c'è l'improvvisazione, c'è la scrittura di carattere più “classico”. Ovviamente il solo chitarre è pieno di suggestioni derivanti dagli altri due progetti. Ad esempio il pezzo Salpa è stato scritto originariamente per i Forsqueak, coi quali lo eseguiamo regolarmente da anni. Qui si trova in forma primitiva con arrangiamento per chitarra sola".

Undici brani per chitarra classica, acustica, elettrica e 12 corde, tutti composti da Bruno Pitruzzella fatta eccezione per Pando di Giancarlo Romeo, con la presenza di due rifacimenti che lanciano un'ulteriore luce sul mondo musicale frequentato e amato dall'autore. Parliamo di Footprints di Wayne Shorter e del Saltarello: "Footprints mi ha stregato dalla prima volta che l'ho suonata (l'ho prima suonata e poi ascoltato la versione originale). Avevo scoperto un accordatura alternativa grazie al mio grande amico Giancarlo Romeo (a cui è dedicato l'album) e provandone le varie combinazioni mi sono ritrovato in mezzo al tema senza neanche accorgermene. Il saltarello invece è un pezzo attribuito a Vincenzo Galilei (padre di Galileo e di Michelangelo, valente liutista) che ti fanno studiare al conservatorio con la chitarra classica. L'ho registrata con la 12 corde perchè mi piaceva di più il suono. So già che i puristi della classica non apprezzeranno, ma mi piaceva dare al pezzo la connotazione originaria di danza vera e propria e la 12 corde si prestava bene allo scopo".




Chi va con lo Zoppo... ascolta ROCK CITY NIGHTS n. 3: Wednesday Rock on air mer. 9 ottobre

Mercoledì 9 ottobre terza puntata del radio show di Donato Zoppo con la stagione 2019-20: novità rock italiane e straniere, ospite in diretta Mino Profumo con il libro 'Genesis. The Lamb'. FM e streaming su Radio Città BN 
Rock City Nights n. 3: WEDNESDAY ROCK!


Mercoledì 9 ottobre 2019 dalle 19.00 alle 20.00 terza puntata di Rock City Nights, il radio show ideato e condotto da Donato Zoppo sulle frequenze di Radio Città BN | 95.80. E' la stagione 2019-2020 del longevo programma di Zoppo, inaugurato nel 2007, come sempre dedicato alle novità rock italiane e straniere. 
Ospite in diretta Mino Profumo, che parlerà del nuovo libro Genesis. The Lamb [Rizzoli Lizard].

FM [95.80 Campania] | streaming sito RCB | diretta Facebook; 
replica giovedì 10.10 h. 21.00.




RCN 2019-20 III | Wednesday Rock playlist:

VINNIE MOORE - Kung Fu Grip  
[da Soul Shifter, 2019]

JENNIFER GENTLE - Guilty  
[da Jennifer Gentle, 2019] 

OPETH - Dignity 
[da In Cauda Venenum, 2019] 

MAURIZIO CURADI - Mercurio Orzo Settembre: Windmill Blues  
[da Phonorama, 2019]

LEPROUS - I Lose Hope [anteprima]    
[da Pitfalls - preview, 2019]

ALGEBRA feat. STEVE HACKETT & ANTHONY PHILLIPS - La cura  
[da Deconstructing Classics, 2019] 

COLIN EDWIN, JON DURANT, INNA KOVTUN - Harvest [anteprima]   
[da Edwin Durant Kovtun - preview, 2019]

 INDIANIZER - Horoscopic (Saturn Returns)  
[da Nadir, 2019]

PAT TRAVERS - Take The 'A' Train   
[da Swing! , 2019] 
 


Radio Città BN| FM 95.80:

Facebook:  
https://www.facebook.com/RockCityNights/ 

lunedì 7 ottobre 2019

Chi va con lo Zoppo... ascolta Stand-By: il nuovo singolo di Sabba!

L'appassionato vocalist partenopeo torna con un travolgente brano prodotto da Phonix. Il video con Luciano Giugliano e Martina Galletta supera le 35.000 visualizzazioni. Il 20 ottobre showcase all'Archivio Storico 
Stand-By: il nuovo singolo di Sabba! 

Spotify: 

YouTube: 




"Un sound che sa di libertà, di coraggio, di audacia, un sound che riprende tutto quello che sta nel mio background: soul, blues, R&B, la black music in generale con il solito approccio vintage ma con una voglia di esplorare il presente e il futuro. Senza dimenticare l’amore per la musica italiana e una nuova consapevolezza: non dover rientrare per forza in nessuno schema. Per cui scappo da ogni etichetta di brano in brano, di suono in suono". Un grande passato, quello dell'amore per la black music, e un grande futuro, all'insegna della fuga dagli schemi, con il brano che mostra un nuovo Sabba: si chiama Stand-By (Gli altri tremano) il nuovo singolo del vocalist partenopeo su Spotify, con il nuovo video realizzato da Factory Studio che su YouTube ha già superato le 35.000 visualizzazioni.

Al di là dei dati numerici, da Stand-By emerge forte il cuore del musicista, che viene dal blues e dopo anni di attività così intensi conserva intatta una grande passione per il proprio lavoroStand-By segna anche l'inizio della collaborazione con Phonix, uno dei producer più attivi a Napoli: "Con Phonix siamo ripartiti da zero: avevo un flusso di coscienza tra le mani, un dialogo col mio cuore nato da una frase che mi aveva fatto riflettere: “Tu non sai amare”. Una melodia, quattro accordi semplicissimi, una struttura di un brano che insieme abbiamo smontato e rimontato, giocando di edit, e poi con le voci, le armonizzazioni, gli incastri ritmici. Ed ecco che è venuto fuori questo esperimento".



Sound contemporaneo e urbano, trascinante e melodico, con un testo nato come flusso di coscienza e un video importante, con la partecipazione di Luciano Giugliano (Mickey Levante in Gomorra) e Martina Galletta (Dignità Autonome di Prostituzione). Dichiara Sabba: "Un uomo può scegliere di aprire il cuore ma anche di tenerlo in standby, in attesa di tornare “pronto a sentire”. Questo era ciò che volevo trasmettere. Per questo per il video avevo bisogno di due professionisti veri. Il video si sarebbe basato sulla mimica e avevo bisogno di due colleghi con cui avevo un minimo di rapporto per spiegargli cosa volevo che arrivasse. La canzone non ha un video didascalico, molte cose sono da interpretare. Ecco, un cantautore-interprete, in qualche caso, ha bisogno di attori navigati per rendere al meglio il senso delle proprie parole. Sono pienamente soddisfatto di come Martina e Luciano hanno saputo rendere vivi tutti i perché di questo pezzo".

Sabba è il nome d'arte di Salvatore Lampitelli, vincitore di The Winner Is 2017, il talent canoro condotto da Gerry Scotti con Mara Maionchi e Alfonso Signorini. Attivo dal 2004, Sabba ha collaborato con grandi della musica napoletana come Franco Del Prete, Mario Insenga (Bluestaff), Gennaro Porcelli (Edoardo Bennato), Massimo De Vita (Blindur). Dal 2015 è nel cast di Dignità Autonome di Prostituzione, spettacolo teatrale di Luciano Melchionna. Con la band Sabba e gli Incensurabili ha due dischi all'attivo con brani inediti e un importante progetto live dedicato a Lucio Battisti.



Domenica 20 ottobre primo showcase per Stand-By all'Archivio Storico in Via Scarlatti, 30 a Napoli. 


Info:



martedì 1 ottobre 2019

Chi va con lo Zoppo... legge Io e il signor Oz: il nuovo libro di Stefano Orlando Puracchio!

Dalla saggistica rock alla narrativa: lo scrittore torna con un testo di racconti ispirati al Mago di Oz, a cento anni dalla scomparsa di Frank Baum e a ottanta dal celebre film di Victor Fleming. Pubblica Demian Edizioni  
Io e il signor Oz: il nuovo libro di Stefano Orlando Puracchio! 


IO E IL SIGNOR OZ 
(E ALTRI RACCONTI)
Stefano Orlando Puracchio 
Demian Edizioni, 2019  
174 pagine, 15.00 euro



"Il signor Oz è il mago di Oz, proprio quello del romanzo e del film. La mia storia è ambientata subito dopo il ritorno di Dorothy a casa. Una manciata di settimane dopo, più o meno. Ritroviamo, a un certo punto della storia, il grande ciarlatano che abbiamo avuto modo di conoscere nel romanzo di Baum. Ma non ci sono solo personaggi noti. Anzi, i ruoli più importanti nella serie di racconti appartengono a personaggi nuovi, tridimensionali e simpatici". Una sorpresa: dopo quattro libri dedicati al rock progressivo, caratterizzati da saggi e interviste che hanno conquistato l'attenzione del pubblico di appassionati, Stefano Orlando Puracchio approda alla letteratura con Io e il signor Oz (e altri racconti), un libro pubblicato da Demian Edizioni con il quale l'autore si cimenta nella narrativa breve.

Rispetto ai quattro volumi di saggistica musicale, Io e il signor Oz è un tuffo nell'immaginario, con racconti di varia lunghezza e intensità che rivelano il mondo dell'autore, il quale sottolinea: "La scrittura creativa è un’altra cosa: certo, bisogna sempre cercare di creare qualcosa che abbia un senso ma, in fin dei conti, sei solo tu e il tuo schermo. Almeno in apparenza. Ho debiti di riconoscenza fin troppo evidenti verso altri scrittori che hanno influenzato il mio stile. Penso ad Andrea Camilleri, Luciano De Crescenzo, JK Rowling, Italo Calvino, Gianni Rodari, Giovanni Guareschi, Carlo Collodi, Emilio Salgari… giusto per citare i primi nomi che mi vengono in mente. Quando ho scritto questo quinto libro ho “sentito” la loro presenza tramite le letture che avevo fatto e spesso mi sono domandato: “come affronterebbe l’autore x questa cosa?”. Ovviamente, il debito maggiore di riconoscenza è verso Baum. Ed è altrettanto ovvio che non posso paragonarmi a loro: solo ispirarmi".



Io e il signor Oz esce in occasione di due anniversari importanti, i cento anni dalla scomparsa di Frank L. Baum e gli ottant’anni del film Il mago di Oz. "Le due ricorrenze - dichiara Puracchio - sono “cadute” nello stesso momento in cui mi sono posto alcune domande e ho scritto il libro. Tutto parte da un paio di what if. Da tempo c’era una fantasia che albergava nella mia testa. Dorothy, la protagonista del romanzo di Baum (e del film), è una bambina. Quindi, vede tutte le meraviglie del mondo di Oz con gli occhi di una bambina. Mi sono chiesto: cosa succederebbe se nel mondo di Oz arrivasse un adulto? La sua percezione di quel mondo sarebbe diversa? Se sì, come? Da qui, prendendo spunto dall’opera di Baum (più dal libro che dal film), ho fatto partire la mia storia".

Venti racconti la cui porta d'ingresso è simboleggiata dall'opera di copertina realizzata da Egidio Panaioli, tra fantasy e rivelazioni. E la musica? Mai accantonata: "La musica ispira sempre la mia scrittura. Ma questo libro non parla di musica. È narrativa: una serie di racconti. Separati dalle mie precedenti produzioni. La musica, comunque, è sempre una “driving force” che mi accompagna. Durante la stesura del libro ho ascoltato rock progressivo ma non solo. Molta Motown, Bach, Steely Dan, ma anche Pop degli anni Ottanta".



Stefano Orlando Puracchio è nato a Roma il 2 luglio 1980. Ha vissuto la prima parte della vita tra Roma e l'Abruzzo mentre adesso vive tra l'Abruzzo e l'Ungheria. Giornalista professionista, autore radiofonico e conduttore, è un freelance e si occupa esclusivamente di scrittura. Dal 2014 al 2018 ha pubblicato quattro volumi dedicati al rock progressivo, nei quali ha intervistato i principali esponenti internazionali del genere.



Info:

Demian Edizioni:


lunedì 30 settembre 2019

Chi va con lo Zoppo... ascolta la prima puntata di ROCK CITY NIGHTS 2019-20! on air mer. 2 ottobre

venerdì 27 settembre 2019

Chi va con lo Zoppo... ascolta Seven Seas: il nuovo album dei Barock Project!

Aereostella pubblica il settimo disco della band modenese: prog-rock italiano dal respiro internazionale, nato all'indomani del fortunato tour straniero. Ospiti Peter Jones dei Camel e Durga McBroom, storica corista dei Pink Floyd
Seven Seas: il nuovo album dei Barock Project!


BAROCK PROJECT 
SEVEN SEAS
(Immaginifica/Aereostella 2019)
distr. Self / Pirames Int. 



"Non mi piace ripetermi e soprattutto cerco in qualche modo di evitare di rimanere fedele a quello che viene definito “prog”. Sto cercando un modo di comunicare diverso nel tentativo di emozionare chi ascolta la mia musica. Nella mia playlist ad esempio non c'è assolutamente nulla di progressive, fatta eccezione per Steven Wilson, uno dei pochi forse che ritengo andare oltre il genere in maniera saggia e stimolante. Mi sentirei in colpa se dovessi continuare a fare musica che richiami i dischi degli anni settanta, usando quelle modulazioni, quei suoni, quelle atmosfere. Per me sarebbe molto 'regressive'".
E' una dichiarazione davvero importante quella di Luca Zabbini, utilissima per presentare i Barock Project e il nuovissimo disco Seven Seas. I Barock Project, una delle formazioni italiane più seguite e apprezzate all'estero, sin dal primo album hanno dimostrato di non essere una band progressive come tutte le altre: pur amando il genere, pur ascoltandolo con attenzione e costante curiosità, hanno sempre voluto rompere gli steccati tra le varie correnti musicali per inseguire il sogno di una musica libera, aggiornata, fresca e dinamicaSeven Seas lo dimostra in pieno.

Pubblicato da Immaginifica/Aereostella (distr. Self/Pirames International), Seven Seas è il settimo album dei Barock Project. Un lavoro molto atteso, non solo per l'ingresso in una scuderia così importante che annovera colossi come la PFM, ma anche perchè dopo il successo di Detachment (2017) e il successivo tour straniero, il gruppo ha ricevuto moltissime attenzioni, a testimonianza dell'anomalia e della qualità del progetto. Il tour all'estero è stato la chiave per la genesi di Seven Seas, come sottolinea Zabbini: "Mentre Detachment era un disco concepito più da situazioni emotive, Seven Seas è al contrario un lavoro più aperto alle esperienze effettuate con la band negli ultimi due anni. Buona parte del disco è nata durante le nostre tappe straniere. Ci sono brani che ho scritto proprio ispirandomi alle esperienze fuori porta, come il Giappone o gli Stati Uniti. Fare viaggi, vedere posti nuovi, conoscere gente e culture diverse è da sempre per me fonte di grande ispirazione. Anche gli eventi che si sono susseguiti durante i tour sono stati stimolanti per poter scrivere, belli o spiacevoli che fossero".



Il testo di Cold Fog è opera di Peter Jones dei leggendari Camel, in The Ones c'è la grande voce di Durga McBroom (storica corista dei Pink Floyd), I should have learned to è ispirata a Paul Simon: il mondo dei Barock Project si abbevera alla tradizione pop-rock internazionale ma con una composizione sempre attenta a non tradire la propria personalità. Anche le tematiche affrontate in Seven Seas - dall'intimismo alle riflessioni sui tour stranieri, passando per il colonialismo in Africa - riflettono la varietà delle fonti che caratterizza da sempre i Barock Project.

Nati nel 2003 per volontà del tastierista Luca Zabbini, i Barock Project sono una delle formazioni più in vista nel panorama new-prog internazionale. Nel 2007 pubblicano il primo album Misteriose Voci, al quale seguono altri quattro dischi in studio, quattro tappe di un crescendo che li porta in tanti festival e concerti in Italia e all'estero. Pur essendo partiti da un dichiarato amore per la tradizione rock-sinfonica degli anni '70, hanno sviluppato un proprio sound nel quale la tavolozza ricca e sgargiante del prog si affianca alla rock-song degli anni '60, al jazz e alla fusion, all'hard rock più dinamico

Undici brani per un disco importante e positivo. Con Seven Seas Luca Zabbini (tastiere, voce, chitarre acustiche), Alex Mari (voce, chitarre acustiche), Eric Ombelli (batteria), Francesco Caliendo (basso) e Marco Mazzuoccolo (chitarre elettriche) e rilanciano il rock italiano dal respiro internazionale. "Ogni cultura nel mondo possiede qualche cosa di originale che altri non hanno. L'italiano possiede la melodia, è il nostro punto forte, sin dalle opere del Seicento. Ciò che ha messo sul podio mondiale gruppi come la PFM, oltre indubbiamente alla bravura e alla preparazione tecnica, è proprio la melodia. Una volta che hai un tema melodico forte, poi puoi costruirci intorno quello che ti pare. E poi sappiamo fare da mangiare bene...". 


 
 

martedì 17 settembre 2019

Chi va con lo Zoppo... ascolta 'MusicaParte', il nuovo album di Franco Olivero!

Jazz, world music, musica colta, un viaggio dentro se stessi che abbatte le barriere musicali: UltraSound pubblica la sesta fatica del compositore e polistrumentista piemontese, sempre in movimento ai confini tra i generi 
MusicaParte: Franco Olivero torna con un nuovo album!

FRANCO OLIVERO
MusicaParte
Ultrasound Records 
Distr. IRD + Believe Digital
[12 tracce | 39.55 minuti]




"MusicaParte è un progetto di “composizione pura” che prescinde da stimoli, commissioni, commistioni di altra natura. Il precedente Zona Franca nasceva invece da una riorganizzazione strutturata e ragionata in funzione di ascolto puramente musicale di frammenti, appunti, idee  che avevano fornito l’impronta sonora di contesti artistici (teatro, documentari, danza, arti visive) extramusicali. Il titolo dice molto: la p maiuscola, posta quasi al centro, fa da spartiacque e al contempo da trait d’union tra i due sostantivi affini e coerenti quali musica e arte. Poi si possono trovare altri significati: Parte come codificazione, organizzazione, scrittura, ma anche Partenza: per situazioni, luoghi della mente, immagini o suggestioni che possono fluire durante l’ascolto. Se però detto, oltre che letto, può dare l’idea di una musica a parte, cioè che va al di la di generi definiti; che sta in un territorio appartato". Quando Franco Olivero riflette sulla sua musica, sulla provenienza della composizione e sui risvolti nati da un titolo quale MusicaParte, il risultato è sempre stimolante. MusicaParte è il nuovissimo album del compositore e musicista piemontese: lo pubblica UltraSound Records come accaduto con il precedente Zona Franca, il lavoro del 2016 che aveva rilanciato l'affascinante eclettismo dell'autore.

MusicaParte è un lavoro di composizione "pura", come sottolinea Franco Olivero, nel quale le idee non provengono dagli ambiti extramusicali a lui consueti ma dalla forza di una composizione rimessa al centro e rielaborata con il suo consueto spirito da "esploratore musicale". La varietà e la ricchezza sprigionate dalle 12 tracce derivano dalla curiosità dell'autore, che soprattutto in questo disco sottolinea la posizione raggiunta in un cammino di ricerca multistilistica: "Queste inflessioni stilistiche (jazz, world, musica colta) sono frutto di un percorso: di ascolto, di ricerca, di adesione e certamente di studio. Questo è l’aspetto che forma o che, in modo più autoreferenziato, mi ha formato: poi però, dopo questa tappa, si tratta di rendere compatto quello che secondo me deve essere l’obbiettivo di ogni artista, non solo musicista: la ricerca di una propria identità e peculiarità espressiva. Immagazzinato un bagaglio dovrebbe succedersi una nuova tappa verso una meta più ambiziosa. Inizia dunque una nuova fase del percorso che definirei di crescita: un viaggio dentro se stessi, all’interno delle proprie istanze interiori, una redistribuzione coerente e, appunto, compatta di questo bagaglio. Ci vuole coraggio e spregiudicatezza ad abbattere senza pudore quelle barriere che spesso lo stesso mercato impone. Indebolirsi significa questo: aderire a dei modelli senza chiedere nulla a se stessi, ricalcare schemi, imitare". 



Jazz elegante e sofisticato, talvolta ai confini della fusion, world music come opportunità espressiva a volte anche immaginaria, slegata dal vincolo delle radici, musica colta come bagaglio di studio e di consapevolezza della tradizione. MusicaParte si nutre principalmente di queste tre grandi aree, ma non rifiuta ulteriori suggestioni, ad esempio nella riscrittura di Greensleves L'amour est mort: "Greensleves è a mio avviso una di quelle melodie magiche che travalicano lo spazio (il luogo in nel quale è nata, cioè l’Inghilterra di Enrico VIII) e il tempo, dunque gli stili. Coltrane stesso l’aveva “trattata” nel suo periodo modale quasi come se fosse un raga indiano. Uno di quei temi che mi “scappano” da sotto le dita quasi tutte le volte che prendo uno strumento in mano. L’amour est mort di Jacques Brel - uno dei pochi cantautori, chansonnier per essere più corretti, che ascolto - non vuole essere altro che un modesto e forse irriverente omaggio alla componente musicale che contraddistingue la grandezza della sua poetica".

MusicaParte è anche un lavoro di gruppo, nel quale i musicisti coinvolti non sono semplici esecutori ma sparring partner autorevoli e sensibili, da Francesco Bertone, Alberto Bellavia, Paolo Franciscone, Gianluca e Marco Allocco fino a Elia Olivero, giovane bassista nonchè figlio dello stesso Franco. Musicisti che hanno condiviso con l'autore un interplay sano, lontano dall'esibizionismo tecnico fine a se stesso e dalla autoreferenzialità. 




Franco Olivero: Flute, Soprano sax, Tenor sax, Duduk, Bansuri, Synthesizers, Voice; 
Francesco Bertone: Double Bass; 
Alberto Bellavia: Piano; 
Paolo Franciscone: Drum & percussion; 
Gianluca Allocco: Violin, Viola; 
Marco Allocco: Cello; 
Elia Olivero: Electric Bass.

Franco Olivero:

Ultrasound Records:

martedì 10 settembre 2019

Chi va con lo Zoppo... non perde Il nostro caro Lucio dal vivo al Morgana!

Venerdì 13 settembre al Morgana Music Club nuovo appuntamento con lo 'storytelling-concert' di Donato Zoppo e gli Uomini Celesti: un omaggio a Lucio Battisti con aneddoti, ricordi e tanti classici battistiani reinventati in chiave rock  
Il nostro caro Lucio dal vivo a Benevento! 

Venerdì 13 settembre 2019 
ore 21.30 
Morgana Music Club 
Via Umberto I, n. 8
Benevento

IL NOSTRO CARO LUCIO
con Donato Zoppo e gli Uomini Celesti

Ingresso libero 




Venerdì 13 settembre 2019 nuovo appuntamento con Il Nostro Caro Lucio, lo storytelling-concert di Donato Zoppo e gli Uomini Celesti, tratto dall'omonimo libro di Zoppo pubblicato da Hoepli in occasione del ventennale della scomparsa di Lucio Battisti. Dopo un'estate con apparizioni mirate in rassegne importanti come Poietika (Venafro) e Covergreen (Piombino), il progetto dedicato a Lucio Battisti torna a Benevento (Morgana Music Club - Via Umberto I, 9), prima dei concerti in teatro che partiranno a fine ottobre.
 
Il Nostro Caro Lucio ha debuttato al Roccella Jazz Winter Edition (prima assoluta e produzione originale del Festival, uno dei più importanti eventi jazz in Europa), è uno show che unisce racconto, musica, riflessione e tanti classici battistiani reinventati in chiave rock. Donato Zoppo e gli Uomini Celesti raccontano l'avventura di Battisti e Mogol, la musica che girava tra anni '60 e '70, tra boom economico, anni di piombo, vinili, sogni, speranze, drammi pubblici e privati. 



Dalla fine degli anni ’60 fino alla sua scomparsa, Lucio Battisti ha rivoluzionato la canzone italiana: l’ha aperta alle più disparate influenze straniere, prima con l'alchimia irripetibile insieme a Mogol, poi nel percorso sperimentale con Pasquale PanellaIl nostro caro Lucio - Storia, canzoni e segreti di un gigante della musica italiana, secondo libro di Zoppo dedicato a Battisti, narra l’intera storia dell'artista con curiosità, interviste e testimonianze di coloro che sono gli stati vicini e lo hanno conosciuto. Lucio Battisti si è rivelato un artista inquieto, riservato e sfuggente, che ha lasciato parlare la sua opera, tenendo pochissimi concerti, rifiutando interviste e apparizioni televisive. 


Sacha Barbato: voce, chitarra acustica.
Giampaolo Capone: chitarra elettrica, cori.
Diego Ruggiero: basso elettrico, cori.
Simone Paglia: batteria.
Donato Zoppo: narrazione e vinili.



Morgana Music Club :

Donato Zoppo: 

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