giovedì 19 novembre 2009

Chi va con lo Zoppo... ascolta 'Chrysalis', il nuovo disco di PAOLA TAGLIAFERRO e MAX MARCHINI

Consiglio d'ascolto. Non solo: consiglio sul modo d'ascolto. Se vi è possibile, scegliete la versione in vinile di "Chrysalis". E non dite che cambia poco, perchè il solco cattura, sprigiona magia circolare, una vertigine di suono d'altri tempi. E predisponetevi nel modo giusto, magari di fronte alla luna, o al mare notturno, magari meditando su un mandala. Perchè "Chrysalis" è un disco di "altri" suoni, come si faceva una volta: con lo spirito arcano, maestoso e intimo dei Popol Vuh, della Mahavishnu Orchestra, dei Tangerine Dream o dei nostri, forse troppo dimenticati, Saint Just.

Sono amori, e con loro si è cimentata Paola Tagliaferro, esperta vocalist genovese che ha "deviato" dai lavori jazz e pop per affrontare un viaggio musicale mistico, oserei dire "esoterico", vista la dimensione iniziatica del lavoro. Che è per pochi, perchè preziosa è la sua sostanza. Insieme a Paola c'è Max Marchini, un musicista che da solo è piccola orchestra, e che con la sua compagna artistica dedica l'album all'amico Greg Lake e all'amato Pete Sinfield, autore di "Poem to a blue painting", autentico fulcro dell'album nella sua dimensione fuori dal tempo e dallo spazio.

Immaginiamo un punto di incontro tra l'elettronica tedesca più rarefatta e nebulosa, certo pop impressionista e decadente alla Japan, l'alchemico rock d'arte alla King Crimson, il preziosismo acustico della Penguin Cafè Orchestra o quello più mediterraneo del primo Mauro Pagani (vedi "Mint tea"), per arrivare ai Dead Can Dance delle notti africane di "Spiritchaser". L'estasi di "Owls" e "African Moon", la vitalità suadente di "Alfa e omega" e "Princess Sakuntala", le meccaniche art-rock di "Touched by the wind" rendono il disco un gioiello di questa annata che volge al termine.

Se poi aggiungiamo i testi sofisticati e simbolisti, si ha un'idea ancora più chiara del lavoro. Un percorso simile a quello di Alice, viziato solo da un certo compiacimento per l'esotismo sensuale e per la ricercatezza sonora che talvolta "appesantisce" le dinamiche dei pezzi. Questo è "Chrysalis", composizioni che brillano del carisma del duo, che viaggiano tra soundscapes e percussioni, tra sperimentazioni vocali e forme compositive essenziali ma ricche di espressività e malìa.

http://www.myspace.com/ptchrysalis

(Recensione apparsa su: http://www.movimentiprog.net/modules.php?op=modload&name=Recensioni&file=view&id=3067)

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