venerdì 30 aprile 2010

Chi va con lo Zoppo... ascolta 'Ghiaccio', il nuovo album di FABIO ZUFFANTI

Bastano poche note e suoni, giusto un frammento all'inizio dell'album, per capire subito dove sta andando Fabio Zuffanti in questo nuovo disco solista. Dalle parti del Battisti di "Anima latina", in particolare della storica opener "Abbracciala, abbracciali, abbracciati": quei ritmi cadenzati e sospesi, vagamente floydiani e psichedelici, nei quali Renzo Stefanel ha addirittura visto un'anticipazione della formula Massive Attack. E' "Ghiaccio", che nel finale cita en passant il capolavoro del 1974 e dà non solo il titolo al disco, ma il senso e il carattere all'opera.

Ghiaccio come simbolo di freddezza e solidità, che Zuffanti persegue già da qualche anno nella sua discografia solista. Eppure per capire completamente la proposta di Fabio bisogna conoscere il resto della sua produzione: il segreto di "Ghiaccio" è la sottrazione, la ricerca dell'essenzialità, l'arrivare al succo, al nucleo del suono e della parola per comunicare sensazioni e stati d'animo. E' possibile entrarci solo sapendo che non c'è il trionfo progressive della Maschera di Cera, nè la bruma indistinta degli Hostsonaten: questi sono i punti di partenza, gli elementi scatenanti l'allontanamento dalle grandi architetture prog.

E in pezzi enigmatici, surreali e grigi - ostinatamente grigi - come "Ultravoid", "Salto in lungo", "Guardiamo dentro la scatola" o la formidabile title-track, l'orecchio vaga piacevolmente tra citazioni dirette e non, tra reminiscenze sottili di Battiato e Wyatt, Eno e Morgan, Yorke e Sylvian. Tutto in una forma-canzone che mostra una definita personalità autorale ma ha poco da spartire con le colonne portanti della materia: Zuffanti non ha nulla in comune con un Paoli, un De Gregori o un Manfredi.

Anzi, è più sensato e credibile affermare che il Fabio cantautore, in solitudine, è un pittore che usa musica e parole - con parsimonia e misura - per creare haiku sonori. Miniature sfuggenti e ipnotiche che stavolta convincono di più rispetto all'esordio.

http://www.zuffantiprojects.com

(Recensione apparsa su: http://www.movimentiprog.net/modules.php?op=modload&name=Recensioni&file=view&id=3178)

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