sabato 29 maggio 2010

Chi va con lo Zoppo... ascolta 'Breath Feel', il nuovo album di The Piano Room

"La semplicità è una complessità risolta". Il celebre aforisma di Brancusi sembra alla base del lavoro progressive di Francesco Gazzara, non solo in questo ultimo lp ma in generale nella vicenda The Piano Room. Un'idea che recupera del vecchio concetto di prog l'audacia, l'ambizione, la voglia di rompere steccati e definizioni per competere con la composizione colta, ma proietta il tutto in un ambito moderno, più comunicativo. E semplice, se questo aggettivo non fosse così carico di connotazioni negative.

Infatti la scrittura del Piano Room raggiunge la semplicità attraverso un lavoro di sottrazione e alleggerimento, e questo terzo disco lo prova nuovamente. Anche stavolta Gazzara, esulando dall'acid jazz di provenienza, riesce ad unificare il classico trio jazz con il power trio art-rock alla ELP/Orme, centrando su di sè il fulcro dell'esecuzione e lasciando a Luca Fogagnolo (basso) e Giuliano Ferrari (batteria) un attento compito ritmico.

"Haendel with care" è il manifesto dell'album: un superbo esempio di rock-jazz classicheggiante, con la distintiva apertura a pause acustiche dal profondo sapore genesisiano. Dall'altra parte la gustosa "Grusin", un omaggio al popolare jazzman Dave Grusin, sia nel titolo che nell'approccio stilistico, che tuttavia si concede imprevisti prog. Se il riferimento a Tony Banks - e dunque a una schiera di compositori prog da vent'anni a questa parte - è presente nell'uso del mellotron e in certe atmosfere pastorali, non manca un nerbo tutto italiano: nella presenza del soprano Saffron Jones e del tenore Gianluca Paganelli nella title-track, nella serena intensità di "Golden sands" e "The snake charmer", con scatti e dinamiche nella miglior tradizione del rock sinfonico.

"Breath feel" completa il percorso avviato da Gazzara qualche anno fa: è un album che non riserva grandi sorprese ma merita di essere ascoltato e assimilato con la giusta predisposizione, insieme ai due predecessori. Un lavoro di classe ed eleganza, per palati fini.

http://www.gazzara.org

(Recensione apparsa su: http://www.movimentiprog.net/modules.php?op=modload&name=Recensioni&file=view&id=3192)

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