mercoledì 5 maggio 2010

Chi va con lo Zoppo... ascolta 'Under the ice', il nuovo album di BARBARA RUBIN

Negli ultimi tempi il progressive italiano si sta confrontando con tre singolari figure femminili: Paola Tagliaferro, Leonora e Barbara Rubin. Se la prima si muove in un territorio misterioso, tra esotismo, sperimentazione e art-rock, se la seconda con Marco Olivotto mostra un lato "umano" e delicato del pop elettronico, la Rubin mette in campo una preparazione da musicista classica e un'esperienza poliedrica in campo rock e metal.

"Under the ice" è il disco d'esordio della compositrice pavese, che qualcuno avrà notato in una delle ultime incarnazioni degli Arcansiel. Non è un caso infatti che l'ottimo Paolo Baltaro sia tra i collaboratori di Barbara, e in generale una delle chiavi di lettura del disco sta nel lavoro di gruppo, nella congiunzione tra l'ispirazione solitaria e introspettiva e la realizzazione da parte di una squadra.

Dalle prime battute della title-track si percepisce l'approccio diretto, immediato, oserei dire viscerale di Barbara, che però non va mai sopra le righe, non esagera e contiene la sua passionalità in una dimensione elegante e signorile. L'accoppiata "Angel heartbeat"/"A place that nobody knows" o la trascinante "Music and love" sono un ottimo biglietto da visita: rock sinfonico e melodico nello spirito dei Queen e di certi Savatage. Non mancano episodi di pop suadente e rifinito ("Stupid day", l'ottima "Ero e sono", unico brano in italiano), passaggi avvolti in sonorità care agli amanti progressive ("Liar") e addirittura balzi hard-rock in "No more tears".

Un album di debutto confezionato con gusto e misura, privo di quel "quid" che possa renderlo più originale e personale, ma già convincente.

http://www.myspace.com/barbararubinmusic

(Recensione apparsa su: http://www.movimentiprog.net/modules.php?op=modload&name=Recensioni&file=view&id=3182)

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