giovedì 27 maggio 2010

Chi va con lo Zoppo... ascolta 'Unfinished business', il nuovo album dei The Willing

Negli anni '70 si chiamavano Ultima Thule ed erano il classico gruppo americano di belle speranze, preparato e amante sia del progressive europeo che del rock a stelle e strisce. La band del Wisconsin riuscì anche a fare un piccolo tour nel Midwest ma si sciolse (tre di loro formarono i The Boyzz), lasciando sospeso un discorso che oggi torna in gioco. Con un altro nome, ovvero The Willing, i sei membri originali riappaiono per un nuovo disco.

"Unfinished business" è un album privo di grandi pretese, privo di ambizioni roboanti ma sincero: un lavoro di due anni che riporta in azione una band vocalmente molto dotata, con una bella scrittura pop-rock. E nel nuovo album il sestetto punta molto su un aspetto chiave della propria formula: le voci. A partire da "Ultima Thule", un omaggio ai giorni del passato, la matrice CSNY è fin troppo evidente per quanto gradevole, e altrove ("Only love can change the rowld") diventa anche springsteeniana.

Il disco dunque si smarca dalla prassi delle prog-reunion americane (Cathedral, Starcastle, Stencil Forest etc.) per andare nella direzione di un FM-rock ben architettato, elegante e morbido nelle armonizzazioni vocali e negli arrangiamenti, talvolta un po' troppo leggerini e stucchevoli. Il segreto della band è in un autentico spirito collettivo: ben 5 membri su 6 nella band sono songwriters, e questo favorisce un susseguirsi di brani figli di diverse penne.

Piacevole la ballata sognante di "You walk the line", il rock appena graffiante di "Mary Anne's on fire" e "Queen of the city", pezzi dignitosi per un simpatico - ma impersonale - comeback.

http://www.thewillingband.com

(Recensione apparsa su: http://www.movimentiprog.net/modules.php?op=modload&name=Recensioni&file=view&id=3191)

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