mercoledì 19 maggio 2010

Chi va con lo Zoppo... ascolta 'We are in the time of evil clocks', il nuovo album di The Rebel Wheel

Saranno la struttura della formazione o le sonorità scarne e graffianti, ma ascoltando i The Rebel Wheel il pensiero non può che andare ai Van Der Graaf. Non tanto al progressive-rock più arioso e romantico, ma a quello più scuro, denso, drammatico. Il quartetto di Ottawa arriva al terzo album con la 10T Records: "We are in the time of evil clocks" già dal titolo gira intorno ai concetti di tempo e male. E torna anche una volta il richiamo a Hammill...

Richiamo che sembra più marcato nei primi 5 brani dell'album, visto che la sesta traccia ("The discovery of a witchcraft") è una sontuosa suite di mezz'ora che metterà a dura prova i cultori di una scrittura più sintetica, ma incuriosirà gli amanti delle lunghe cavalcate sonore. Ma nell'album c'è anche la ruvidezza dei King Crimson accentuata dalle chitarre pungenti, l'ampia melodia beatlesiana via Spock's Beard, l'imprevisto jazz/classico messo in campo da Angie McIver, valida sassofonista e tastierista.

Un ottimo esempio del songwriting dei RW sta nel pezzo di apertura, quella title-track che promette molto ma che resta isolata: i brani seguenti infatti, pur mostrando una band abile, fluida, "sotterranea" quanto basta ma anche disponibile a sprazzi di luminosità, restano in un limbo un po' impersonale. Fa eccezione la calorosa apertura rock-jazz di "Wordplay" e alcuni passaggi della suite, che acquistano particolare groove grazie al buon interplay dei quattro.

Un buon terzo disco, che avrebbe meritato uno slancio creativo in più.

http://www.therebelwheel.com

(Recensione apparsa su: http://www.movimentiprog.net/modules.php?op=modload&name=Recensioni&file=view&id=3187)

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