giovedì 17 giugno 2010

Chi va con lo Zoppo... ascolta 'Someone here is missing', il nuovo album dei Pineapple Thief

Se c'è un atteggiamento inviso ai prog fans più radicali, è proprio quello dei Pineapple Thief. Ovvero: il passaggio da sonorità new progressive al tipico alternative sound britannico. La band di Bruce Soord da qualche anno porta avanti questo discorso di spinta del bagaglio progressive - in particolar modo nella tipica accezione floydiana di "Atom heart morhter" e "Meddle" - tra le braccia dei Radiohead. E la cosa, nonostante il passato nei Vulgar Unicorn non abbia avuto caratteristiche così diverse - pare scandalizzi in modo esasperato la comunità prog.

Anche l'ultimo disco "Someone here is missing" è reo dello stesso misfatto, tuttavia qui ci sono alcune caratteristiche che rendono l'opera effettivamente discutibile. L'opener "Nothing at best", con la sua secca dinamica rock e l'approccio psichedelico e visionario, è un buon punto di partenza: peccato che l'album plani passivamente nei territori di Thom Yorke ("Wake up dead" e "Preparation for meltdown" sono a dir poco sfacciate...), Muse, Elbow e Porcupine Tree. Cosa che accadeva già in precedenti album come "Variations on a dream", ma che ora è smaccata, anche se questo ottavo album potrebbe essere considerato quello della ripartenza e del superamento del modello wilsoniano.

Fu proprio Steven Wilson a favorire l'entrata dei PT in KScope e la band riesce oggi ad affrancarsi dalla cappa dei Porcupine. Lo fa con un album dal taglio elettronico, superando colleghi come Anekdoten, Riverside e Anathema, senza dimenticare un elemento acustico che arricchisce rock-songs come "The state we're in" e la title-track, brani meno articolate, nei quali lo slancio emotivo è gradevole. Dove la matrice yorkeiana non è così forte - pensiamo a "Barely breathing" - l'art-rock elettronico della band risulta scialbo.

Il disco è confezionato con cura maniacale e si fa notare la splendida copertina del grande Storm Thorgeson, a conferma del legame con il mondo e l'immaginario pinkfloydiano. "Non siamo pop, non siamo prog", hanno affermato i ragazzi del Somerset: è vero, com'è vero che non sono ancora personali e originali.

http://www.thepineapplethief.com

(Recensione apparsa su: http://www.movimentiprog.net/modules.php?op=modload&name=Recensioni&file=view&id=3205)

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