sabato 26 giugno 2010

Chi va con lo Zoppo... ascolta 'Nonrenormalizability', il nuovo album dei Gak Omek

Al terzo disco anche Robert Burger, meglio noto come The Gak Omek. Come i vari Greg Segal o Phideaux, Burger con il suo progetto incarna alla perfezione il mito del musicista solitario e genio sregolato, che nell'autarchia della sua torre d'avorio concepisce, scrive, suona, produce. Il progetto Gak Omek, sulla scia di quanto fatto da Mike Oldfield e Todd Rundgren, deve molto a questi artisti quanto meno per l'ampiezza delle influenze e delle fonti stilistiche.

Anche "Nonrenormalizability" è un lungo, largo e sfaccettato flusso sonoro che tocca aree musicali molto diverse tra loro. Il riffone che apre l'album - "The Tunguska event" - è irrimediabilmente frippiano, le atmosfere misteriose e variabili di "The pythagorean lambdome" spaziano tra arzigogoli art-rock ed elettronica, "Bagudzinishinabe" abbina raptus zappiani e un clima di tensione che ricorda alcuni passaggi del miglior Banco. Ma c'è un grande problema: la natura stessa del progetto.

Burger opera da solo, questo comporta l'assenza di sguardi e orecchie esterne che possano intervenire e segnalare eccessi, difetti, involuzioni e altro. In secondo luogo l'uso di una programmazione fin troppo squadrata produce un notevole appiattimento: un vero peccato, perchè l'assenza di dinamiche, di respiro, di sbavature o di picchi rabbiosi condiziona e penalizza brani dalla scrittura audace e complessa come la title-track.

Ipotizzando Gak omek come una band, magari piena e ben orchestratata alla stregua di Isildurs Bane e Yugen, le cose sarebbero davvero diverse. Terzo disco di passaggio, in attesa che, magari dal vivo, il progetto acquisti sostanza, carne, sudore e sangue...

http://www.thegakomek.com

(Recensione apparsa su: http://www.movimentiprog.net/modules.php?op=modload&name=Recensioni&file=view&id=3216)

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