lunedì 28 giugno 2010

Chi va con lo Zoppo... è stato all'anteprima di 'Estremo Occidente', il nuovo disco di Vittorio Nocenzi

ESTREMO OCCIDENTE

Vittorio Nocenzi

...anteprima nazionale...
25 giugno 2010, Isernia

 Vittorio Nocenzi con il figlio Michelangelo, foto di Francesca Grispello

"Musica con la sensazione dell'infinito". Nelle parole del prof. Aldo Morrone c'è tutto il senso, il respiro, l'impeto e la quiete della nuova musica di Vittorio Nocenzi e di Estremo Occidente, presentato in anteprima internazionale a Isernia. Evento speciale e memorabile per il luogo, il contesto e lo spirito: Piazza S. Maria delle Monache è più di un "salotto cittadino" nella piccola ed accogliente Isernia, è un'oasi di raccoglimento, di pace e di serenità, se non di "splendido isolamento" rispetto al "voyerismo informativo" di cui parla lo stesso Nocenzi. Il recital del pianista romano è legato alla raccolta di fondi per il sostegno dell'INMP (Istituto Nazionale per la Promozione della Salute delle Popolazioni Migranti), presieduto dal prof. Morrone, un autentico eroe dei nostri giorni per il suo encomiabile lavoro medico.

Presentando il suo ultimo disco per pianoforte,Vittorio Nocenzi ha voluto comunicare lo spirito del suo lavoro, la funzione della sua figura di musicista colto e sensibile, recuperando un aspetto smarrito nella produzione – e probabilmente nella composizione, ragionando in termini ancora più generali – odierna: la sacralità. Estremo Occidente è un possibile contrasto con quanto affermato ai tempi del Banco di Darwin: "Prova a pensare un po’ diverso: niente da grandi dei fu fabbricato ma il creato si è creato da sé"… Al materialismo di quell’opera, affrontata con appassionati slanci giovanili, oggi Vittorio risponde con una musicalità raccolta, intima, insondabile, eppure ancora fresca di intemperanza, figlia di uno spirito ruggente e libero, come traspare da quello che forse è il pezzo più efficace, Lo Straripamento.

Vittorio e Michelangelo Nocenzi, foto F. Grispello

Suggestionato dalla visita ad un tempio taoista in Giappone e dalla scoperta di una saggezza antica, quella dell’I Ching, Nocenzi ha voluto provare un percorso nuovo, nel quale il caso – che guida il lancio delle monetine nella consultazione dell’oracolo – incontra la concentrazione di volontà del compositore. Nove brani eseguiti al pianoforte dal vivo in una piccola piazza, nove perle offerte con calma olimpica e tempestosa passione, per uno dei dischi più belli che il panorama musicale italiano abbia offerto negli ultimi anni. Un disco e una performance che hanno parlato da cuore a cuore, senza costruzioni intellettuali o pretese estetizzanti, ma con semplicità ed immediatezza. L’attenzione e il calore del pubblico lo hanno confermato.

Nel finale non è mancato un classico del Banco, ovvero 750.000 anni fa l’amore: Isernia custodisce uno straordinario patrimonio storico e archeologico che ha fatto da trait d’union tra il brano e il luogo. I più attenti avranno notato però una lieve polemica, benchè espressa dall'autore in modo amichevole e ironico: il sentirsi obbligato a chiudere con un pezzo del Banco, come se qualsiasi percorso nuovo, individuale e diverso dalla band madre fosse irrilevante. Eppure i brani per piano di Estremo Occidente hanno sprigionato egualmente quell’elemento che non è mai mancato nella poetica del Banco, mai scomparso: l’emozione.

http://www.vittorionocenzi.net

(Recensione apparsa su: http://www.movimentiprog.net/modules.php?op=modload&name=Sections&file=index&req=viewarticle&artid=816&page=1)

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