lunedì 19 luglio 2010

Chi va con lo Zoppo... ascolta 'Descending', il secondo cd dei Gargamel

Dopo il boom scandinavo degli anni '90, l'Europa del Nord ha regalato poche nuove leve in grado di eguagliare - o perlomeno avvicinare - il patrimonio lasciato dai vari Anglagard, Landberk, White Willow e Anekdoten. Tra queste, senza dubbio vanno annoverati i Gargamel. Dopo un album d'esordio che ha convinto la critica nel 2006, la band norvegese ha pubblicato "Descending".

Quattro lunghi brani che, all'apparire delle prime note, rivelano un'atmosfera tetra, lugubre, che rompe con i consueti richiami al progressive fiabesco e positivo per legarsi al clima più fosco dei Van Der Graaf, entità alla quale i Gargamel hanno sempre guardato come formidabile fonte d'ispirazione ("Prevail the sea" nelle ritmiche irruenti e nella vocalità è fin troppo aderente al modello). Incentrato sulle tastiere analogiche (hammond e mellotron in modo particolare) e un "pacco" di suono tipicamente vintage, il progressive dei Gargamel riesce a coniugare la scrittura e la composizione più strutturata con la naturale esigenza di libertà: il pulsante spazio centrale della title-track sta a testimoniarlo egregiamente.

Quando il gruppo devia dalla direzione hammilliana, lo fa cercando percorsi irregolari alla King Crimson ("Trap"), ma i 18 minuti di "Labyrinth", pur pagando lo scotto di una creazione non sempre originale, sono superbi nello sprigionare energia, teatralità, guizzi formidabili di grinta e visionarietà. Manca probabilmente l'effetto sorpresa del primo album, ma i Gargamel conservano una forza espressiva di alto profilo, capace di alternare pause psichedeliche e pesanti cadenze doom.

Un secondo album che sostanzialmente non aggiunge nulla al disco di debutto, se non una più marcata consapevolezza dei propri mezzi.

http://www.gargamel.no

(Recensione apparsa su: http://www.movimentiprog.net/modules.php?op=modload&name=Recensioni&file=view&id=3230)

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