martedì 27 luglio 2010

Chi va con lo Zoppo... ascolta 'r.u.g.h.e.', il nuovo cd del progetto R.U.G.H.E.

Bisogna essere motivati. Da ascoltatori: ad andare oltre la minacciosa copertina in purissimo alluminio che riflette la faccia dubbiosa e sconcertata di chi la maneggia. Da musicisti: a rompere definitivamente con lo spirito e l'estetica progressive per andare oltre. Non contento dei suoi progetti solisti, Fabio Zuffanti ha organizzato un nuovo combo, meglio ancora un progetto: si chiama r.u.g.h.e., ed è proprio qui che avviene storicamente la separazione dal patrimonio progressive.

La copertina rigorosamente assente, sostituita da uno specchietto quadrato con il logo della Niente Records, la mancanza di liner notes e credits: già questo presuppone una visione diversa da tutto l'armamentario di immagini e indicazioni al quale l'art-rock - e i vari Finisterre, Maschera di Cera, Hostsonaten, Aries etc. - ci ha abituato, coccolandoci. Dalle coccole alla violenza: perchè r.u.g.h.e. è un'istigazione al terrorismo sonoro.

Zuffanti, Boris Valle e Carlo Carnevali hanno appreso bene la lezione di Scorn, Eraldo Bernocchi, Current 93: rumori, live electronics, samples, voci trattate, squarci da una sala di tortura sonora ("Io lo tengo bene"), tutto miscelato in un frullato apocalittico che vi lascerà a bocca aperta dall'inizio alla fine. Una montagna di urla lancinanti sotto la quale si celano frammenti di melodie ("Papi" è il miglior esempio ma anche il mastodontico drone di "Pompeo Paganotti"), come le vestigia dopo una distruzione.

Un lavoro isterico, schizofrenico, doloroso. Una provocazione? Probabilmente, ma tanto liberatoria.

http://www.myspace.com/papirughe

(Recensione apparsa su: http://www.movimentiprog.net/modules.php?op=modload&name=Recensioni&file=view&id=3238)

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