lunedì 19 luglio 2010

Chi va con lo Zoppo... ascolta 'Saturnine', il nuovo cd dei Dante

E' bastato un concerto dei Dream Theater per infiammare gli animi di Markus Maichel e Markus Berger, tastierista e chitarrista tedeschi, e fondare il progetto Dante. Progressive metal teutonico con tutti gli annessi e i connessi, che vede la luce nell'ambizioso album di debutto "Saturnine".

Indubbiamente il quintetto si presenta bene, suona anche meglio ed è consapevole delle proprie capacità tecniche. Se su questo non c'è alcuna insicurezza, è sul resto che il progetto vacilla: perchè "Saturnine" è un album verboso e prolisso, nel quale tra un brano sterminato come "Vanessa" e gli altri più brevi come "Last" (che sprigiona un bel groove, uno dei rari momenti travolgenti dell'opera), non ci sono differenze sostanziali e in comune c'è un'assenza di sintesi. Il songwriting dei Dante è prevedibile, e quando si esce dal campo metallico per tentare la via più accessibile e romantica, come in "Drifting" e "Maybe one day", il risultato è piuttosto scontato.

A differenza di quanto accade solitamente nel genere, il marchio progressive guarda direttamente ai Pink Floyd e alle atmosfere più dilatate e notturne, il resto è routine tra riffoni e ritmiche serrate, appena alleggerite dalla presenza delle tastiere. Ma i Dante non sono solo semplici esecutori: in alcuni frangenti la scrittura è brillante, appena penalizzata da un'incapacità di fondo nelle melodie, vedi "All my life" o lo strumentale "Modal acousma", dove il tourbillon di assoli e cambi di tema è assai piacevole.

Disco d'esordio riservato solo ai cultori del metal prog, in particolare ai completisti.

http://www.danteband.de

(Recensione apparsa su: http://www.movimentiprog.net/modules.php?op=modload&name=Recensioni&file=view&id=3232)

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