giovedì 8 luglio 2010

Chi va con lo Zoppo... ascolta 'Terra Incognita - A Line In The Sand', il nuovo cd dei Roswell Six

Sulla carta - è proprio il caso di dirlo... - il progetto musical-letterario Roswell Six è molto intrigante. Lo scrittore Kevin J. Anderson ha voluto abbinare testo e musica collegando alla pubblicazione dei suoi romanzi fantasy i cd prodotti dalla Prog Rock Records: una ulteriore conferma delle potenzialità evocative e "visive" del miglior progressive rock, in questo caso coinvolto per affiancare un libro. Il testo si chiama "The map of all things" ed è il secondo volume della saga Terra Incognita: per dare all'opera la giusta dimensione musicale, Anderson ha patrocinato la pubblicazione del disco dal titolo "A line in the sand".

L'autore è ritratto in poltrona, circondato da vinili di Rush, Queen, Blue Oyster Cult: ascolti grandiosi che si traducono in un progetto altrettanto ambizioso, guidato da Henning Pauly. Il polistrumentista ha chiamato a raccolta un parterre di ospiti prestigiosi: Steve Walsh dei Kansas, Michael Sadler dei Saga, Arjen Lucassen, Alex Froese dei Frameshift, Charlie Dominici ex Dream Theater e molti altri. Non è il caso di dire che la montagna ha partorito il topolino, ma è evidente che manca una sinergia completa, manca quel plus che vada oltre la somma dei presenti, per quanto autorevoli: "Whirlwind" staziona nei pressi dei Rush, "Loyalty" tra Queen e Pink Floyd e così via, senza un approccio originale e innovativo.

Roswell Six è un progetto di rock sinfonico a tutto spiano, molto americano nella concezione, nella direzione, nel suono: risente molto della presenza di divi pomp-rock ma anche di certe derivazioni hard tipiche di Shadow Gallery e Explorers Club. Fuori discussione la qualità delle parti vocali: la voce di Walsh nella tonante opener "Barricade" o in "My father's son" è sempre un brivido, nonostante la quadratura fin troppo schematica dei pezzi. I momenti più interessanti sono tuttavia quelli di hard-rock ben pompato: "The crown" gode di una trascinante interpretazione di Sass Jordan, vera sorpresa del disco con la sua voce scura e appassionata (vedi "Need", un brano altrimenti convenzionale).

Un buon disco, che gli amanti del prog più immediato e altisonante apprezzeranno, ma visti i nomi coinvolti ci aspettavamo qualcosa di molto più interessante.

http://www.roswellsix.com

(Recensione apparsa su: http://www.movimentiprog.net/modules.php?op=modload&name=Recensioni&file=view&id=3225)

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