mercoledì 11 agosto 2010

Chi va con lo Zoppo... ascolta '4', il nuovo cd dei Rotor

A loro modo, i Rotor sono una delle formazioni tedesche contemporanee più interessanti. Line-up invariata da dieci anni, una formula rock strumentale eclettica e contaminata, tre dischi e un EP apprezzati dalla critica, tour con Motorpsycho, Nebula, Anathema e Clutch. Insomma, un patrimonio fatto fruttare anche in questo quarto lavoro.

La band oscilla tra riferimenti palesi allo stoner/doom di marca più libera e settantiana (la visionaria cover di "Neatz Brigade" degli Obsessed lo dimostra esplicitamente), certo alternative metal, il post rock più statico e reminiscenze progressive. Se ad aprire le danze ci pensa l'ossessiva bordata elettrica di "Gnade dir gott" e "Karacho" - arricchite da un super groove come pochi riescono a sollevare - le cose cominciano a cambiare con l'art-rock robotico di "An3R4" e la frenetica altalena di "Derwisch".

La sinfonia stoner di "Costa Verde" e "Die weisse angst" è emozionante ma fin troppo aderente al vecchio dettato Kyuss di "Sky valley", mentre "Drehmoment" si stacca dal resto per coniugare richiami rock-jazz di un'ipotetica jam ai riff ciccioni e rallentati. I Rotor scontano un evidente peccato di impersonalità: se è vero che la jam e l'improvvisazione in studio possono essere un buon mezzo per esprimere liberamente la propria personalità, è anche vero che quella dei Rotor è sommersa da una mole di omaggi ai propri numi tutelari. I fanatici del desert sound a tinte psycho-prog gradiranno a prescindere.

http://www.rotorotor.de

(Recensione apparsa su: http://www.movimentiprog.net/modules.php?op=modload&name=Recensioni&file=view&id=3248)

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