martedì 7 settembre 2010

Chi va con lo Zoppo... ascolta 'Summer Sessions Vol. 1-3', il nuovo cd dei Causa Sui

Stavolta l'hanno fatta grossa. Saranno state le ottime recensioni di Mojo e Rolling Stone o la dichiarata ammirazione di un guru come Julian Cope a lanciare l'estro e l'ispirazione dei Causa Sui. Dopo due album felicemente accolti dalla stampa internazionale, la band danese si è chiusa in studio e ha dato libero sfogo all'improvvisazione: sono nate così le "Summer Sessions", sedute di registrazione concepite all'insegna della massima libertà esecutiva. Non è un caso che il quintetto guidato da Jonas Munk abbia pian piano estromesso il canto per aprire lo spazio sonoro alla sola musica, ma c'è di più. Invece di offrire all'ascoltatore il risultato immediato e diretto, sotto la dichiarata influenza del celebre cut 'n' paste di Teo Macero per il Miles Davis elettrico, i Causa Sui hanno poi realizzato un imponente lavoro di postproduzione, assemblando le migliori tracce di questo lungo periodo.

Due anni di continua registrazione in studio, editata su vinile in tiratura limitata: eccezionale il responso delle vendite, con l'immediato esaurimento delle copie e la successiva pubblicazione su cd. Triplo: un'alluvione di suoni psichedelici come non si ascoltava dagli anni '60 e '70, con tre ore di musica che sfida la catalogazione in generi. Il motorik ossessivo dei Neu e la morbida insistenza degli ultimi Can, l'estasi cosmica dei primi Pink Floyd e il ruggente space rock degli Hawkwind: questi i riferimenti principali per la band che ovviamente, supportata da un'etichetta stonerofila come la Elektrohasch, non lesina sature bordate hendrixiane (vedi l'overdose di wah wah in "Rip tide").

Brani come "Visions of summer", la suite "Manifestation of summer", "Portixeddu" e "Tropic of Capricorn" mostrano il convincente eclettismo del gruppo, capace di spaziare con disinvoltura tra riffoni hard, crescendo progressive, liquida psichedelia, rock-jazz fluido e rilassato, omaggi al patrimonio kraut. Una sorprendente concezione della composizione estemporanea, incentrata sulle chitarre ma con uno spazio significativo alle tastiere e anche - in momenti particolarmente accesi e nervosi, alla King Crimson - al sassofono.

Monolitico e poderoso volume di tecnica post-psichedelica, "Summer Sessions" è tra le migliori uscite del 2010.

http://www.causasui.com

(Recensione apparsa su: http://www.movimentiprog.net/modules.php?op=modload&name=Recensioni&file=view&id=3264)

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