domenica 19 settembre 2010

Chi va con lo Zoppo... legge 'Musical Box - Le canzoni dei Genesis dalla A alla Z' di Mario Giammetti

MUSICAL BOX
LE CANZONI DEI GENESIS DALLA A ALLA Z

Mario Giammetti
Arcana 2010




Nel 2004 con Genesis - Il fiume del costante cambiamento, Mario Giammetti raggiunse un importante obiettivo: la pubblicazione del più esauriente e soddisfacente testo sui Genesis. Un obiettivo che si è mosso in parallelo alla costante e instancabile attività di Dusk, l'unico magazine al mondo dedicato ai Genesis. Già prima della nascita di Dusk, Giammetti aveva lavorato ad una vecchia idea: la realizzazione di una guida a tutte le canzoni dell'amata formazione inglese, quella Genesis Story che vide la luce con Gammalibri nel 1988. Il nuovo, attesissimo libro di Mario riparte proprio da lì: Musical Box tuttavia non è una semplice e prevedibile ristampa di quel libro, ma un progetto nuovo, che parte dall'idea centrale della "rassegna critica" di tutte le canzoni dei Genesis. Potrebbe sembrare strano o fuorviante che del gruppo simbolo del progressive - e dunque della rottura con la forma-canzone, della ricerca e dell'apertura ad aree musicali estranee alla tradizione pop-rock - vengano analizzate le "canzoni", eppure è proprio Peter Gabriel ad aver sgombrato il campo, già nel 1974, da equivoci. Gabriel infatti affermò: "Ci siamo sempre considerati, prima di ogni altra cosa, una cooperativa di compositori. Per noi, le canzoni sono la cosa più importante dei Genesis".

Dalla A alla Z, dalla popolarissima Abacab all'inedito del 1968 You've got to be perfect, passando dalla suite Supper's Ready ad un'epitome della pop song come Invisible Touch, il giornalista beneventano analizza pezzo per pezzo la vicenda compositiva dei Genesis, individuando il connubio testo-musica, le prerogative contenutistiche e stilistiche di ogni brano, contestualizzandolo nel periodo storico di riferimento. Se il recente Genesis - o­nce upon a time di Giovanni De Liso ha proposto una traduzione-commento dei testi dei Genesis dalle origini al 1974, Giammetti opera in senso opposto: racconta, con la sua esperienza e l'enorme bagaglio di conoscenza (anche personale con gli stessi Genesis, è uno dei pochi che può condividere dei solidi rapporti di amicizia con Ant Phillips e Steve Hackett) la lunga e multiforme esperienza del gruppo attraverso la sua produzione.

Il pregio del testo è di offrire sia al neofita che al cultore un punto di vista autorevole: è questo che fa la differenza, l'approfondimento che Giammetti affronta non è libresco nè dà per scontate alcune informazioni chiave per la comprensione di quell'unicum così affascinante che è stata la storia dei Genesis. E' interessante infatti la scelta di inserire dichiarazioni dei compositori, talvolta inedite e raccolte personalmente dall'autore: una "interpretazione autentica" che chiarisce certe dinamiche compositive e si affianca alla lettura critica di Mario.

Certo Musical Box non è esente da difetti (l'assenza di bibliografia, per un volume di tale caratura, è un vulnus notevole assestato al suo valore "scientifico") e, nonostante parta da un'analisi "parziale", priva di riferimenti biografici del gruppo, restituisce al lettore il reale patrimonio lasciato da questa straordinaria band. Una band che ha incantato gli amanti dell'epopea progressive, ma che ha saputo anche scrivere memorabili canzoni pop.

http://www.arcanaedizioni.it

http://www.dusk.it

(Recensione apparsa su: http://www.movimentiprog.net/modules.php?op=modload&name=Sections&file=index&req=viewarticle&artid=817&page=1)

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