lunedì 25 ottobre 2010

Chi va con lo Zoppo... ascolta 'Guitar Republic', l'omonimo album del Guitar Republic trio

Il bello delle chitarre sta nella loro versatilità, nell'elasticità in cui possono cambiare e passare da contesto in contesto senza perdere personalità, anzi valorizzando la dimensione originaria e donando imprevisti e ricchezza armonica. Ne sapevano qualcosa Mc Laughlin, De Lucia e Di Meola, ma anche i nostri Solieri, Mussida e Battaglia in un terzetto purtroppo un po' dimenticato. Speriamo invece che il nuovo trio Guitar Republic non cada nell'oblio e raccolga tutto il plauso che merita poichè si tratta di una formazione davvero talentuosa.

Un nome come Pino Forastiere non ha certo bisogno di presentazione, un giovane talento come Stefano Barone trova qui la prima grande affermazione dopo il suo intrigante debutto, Sergio Altamura giunge invece ad un nuovo tassello nella sua carriera avviata sotto il segno del rock. E quest'ultimo è un'influenza importante per il trio, che mastica, assimila e rilascia di tutto, con un approccio minimalista e ipnotico, mai monotono e sempre aperto ad un susseguirsi di colori e atmosfere diverse, che diventano marcatamente percussive in "Republic avenue" e serrate in "TLCD GR".

Non a caso "Guitar Republic" è un luogo ideale, anzi una sequenza di tappe in un viaggio musicale che prende il volo con "GR Airport" e si chiude con "The rite of republic": un rito, appunto, celebrato da un'orchestra di corde che evoca e suggerisce piuttosto che incidere con insistenza. La scelta effettistica è vincente e la dimensione a trio - con spazi solisti mai invadenti ed eccessivi - è la chiave di volta del disco, dal sapore quasi "sinfonico" grazie ad un collettivo equilibrato, che punta al risultato sonoro ed esclude l'esibizionismo. Si passa così dall'avvolgente "Funky sex republic", che vede anche un uso descrittivo dell'archetto, al tapping sfrenato di "Luna Park Republic" e al blues desertico dell'accoppiata "Radio Republic/Ghetto Republic".

Un trio entusiasmante propone un'idea di "repubblica delle chitarre" alla quale non possiamo che aderire.

http://www.myspace.com/guitarrepublic

(Recensione apparsa su: http://www.movimentiprog.net/modules.php?op=modload&name=Recensioni&file=view&id=3304)

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