martedì 9 novembre 2010

Chi va con lo Zoppo... ascolta 'Ai cancelli dell'ombra', il disco dal vivo dei Runaway Totem

Per i giochi strani della memoria, dei tempi convulsi della contemporaneità in cui il classico diventa tale rapidamente e si storicizza con incredibile velocità, trovarsi dinanzi ad un disco dal vivo dei Runaway Totem del 1994 ci porta in una dimensione temporale del tutto anomala. Era il periodo del secondo boom neo progressive in Italia: dopo il riassestamento della seconda metà degli anni '80, i primi '90 portavano alla luce formazioni nuove che rilanciavano lo spirito del rock d'arte verso il terzo millennio.

Tra queste i Runaway Totem, oscura ed enigmatica band trentina, ancora attiva e titolare di una coerente e orgogliosa discografia. Nel 2009 il gruppo di Gottardi, Buttiglione e Morghen ha pubblicato il nuovo album "Manu Menes" e ora si confronta con il suo passato rispolverando un live risalente al periodo degli album con la Black Widow. Si tratta di un memorabile concerto tenutosi al Teatro Albatros di Genova il 5 ottobre 1994, all'inizio dell'avventura discografica. Saggiamente "Ai cancelli dell'ombra" è inserito nel progetto della "Reminiscenza": è il "Primo Libro" di un percorso che va a ritroso e riscopre la memoria dei Runaway. Gli elementi all'epoca erano il fondatore Cahal De Betel, l'immancabile Dauno Giuseppe Buttiglione, Giorgio Golin (in seguito UTO) alla batteria e la vocalist Ana Torres Fraile, ma di lì a poco, con l'inizio della fase "Cronos", sarebbe tornato Renè Modena dei Men Of Lake.

Il concerto esplora buona parte del disco d'esordio "Trimegisto": riascoltare "Astrale opaco", "Sancta sanctorum" e "Segreto tra le mura" offre la possibilità di un paragone tra la prima incarnazione del gruppo - legata al rock-jazz sperimentale alla Magma, alle rutilanti deviazioni zappiane, ad un modo di fare teatrale e altisonante - e quella attuale, meno trionfale e più criptica, vicina ad un misterioso sinfonismo moderno. Con i limiti di una registrazione effettuata a puri scopi archivistici e rispolverata dopo tanti anni, il live rende bene l'idea di cosa era all'epoca un live-act dei RT: sanguigno, nervoso, effervescente, slegato dal rock romantico tanto caro alla filosofia new prog, con un brano spettacolare e vulcanico come "Esseri periodici" e la camaleontica "Trismegisto Suite".

Un documento importante, con tutti i limiti di una registrazione "amatoriale", che fotografa con grande efficacia un momento storico imperdibile per i cultori del progressive europeo negli anni '90.

http://www.runawaytotem.com

(Recensione apparsa su: http://www.movimentiprog.net/modules.php?op=modload&name=Recensioni&file=view&id=3322)

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