mercoledì 3 novembre 2010

Chi va con lo Zoppo... ascolta 'Iridium', il nuovo album degli Empty Tremor

Un disco degli Empty Tremor non è solo un tassello nella discografia della formazione, ma anche un piccolo evento: è un'occasione per capire come sta il metal italiano, non solo progressivo. Già a vedere la foto del gruppo, per quanto possa contare l'estetica, si intuisce che il tempo di borchie, tatuaggi e pellame è definitivamente andato. Ma stando alla storia, è andato via anche il periodo d'oro del metal prog: un'epoca durata forse poco, ma capace di dare alla storia del rock Queensryche, Fates Warning e Dream Theater. Gli Empty Tremor sono un nome di punta del prog metal italiano e il nuovo album "Iridium" non fa che confermare la bontà dell'ispirazione, la validità del progetto, la caratura dei singoli membri, capaci e impeccabili.

La line-up è praticamente nuova, cambiata nel 2009 con l'ingresso dell'ottimo tastierista Marco Scott Gilardi e del batterista Dario Ciccioni, ben noto per le sue numerose collaborazioni (TwinSpirits, Liverani etc.). E' in pratica il primo disco dall'uscita del fondatore Daniele Liverani: visti i tempi di gestazione, l'abbandono sarà stato metabolizzato lentamente, ma il lavoro risulta definito e compiuto. Tre dati balzano subito all'orecchio: il lavoro collettivo, l'attenzione certosina al testo e allo sviluppo narrativo, il ricercato sapore melodico. Tre elementi calibrati per bene in ogni pezzo del cd, dall'incipit secco e immediato di "Breaking the mirror" passando per le dinamiche di "Autumn leaves", la maestosità di "Friends in progression" fino alla trascinante ed epica title-track.

Un songwriting fluido, coinvolgente, con l'ottima prova vocale di Giò De Luigi, vecchio cantante degli ET tornato dopo lo split del 2000, una voce ancora oggi piacevole e originale per un progetto hard/heavy. Se alcuni episodi ("Run") sono ancora legati ai Dream Theater di "Awake", il disco rivela una scrittura di gran classe: "Warm embrace", nel susseguirsi di atmosfere e inclinazioni diverse (dall'acustico al groove) è il vero manifesto del progetto insieme alle imprevedibili penetrazioni funk di "The last day on earth".

Un gran bel ritorno per gli Empty Tremor: nel pieno del 2010 manca la sensazionale novità di un disco come "Apokolokyntosis" ma la bravura non è andata persa.

http://www.emptytremor.com

(Recensione apparsa su: http://www.movimentiprog.net/modules.php?op=modload&name=Recensioni&file=view&id=3317)

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