lunedì 1 novembre 2010

Chi va con lo Zoppo... ascolta 'Labor', il nuovo album dei The Echos

Rinnovati nella formazione e nello spirito, i giovani alfieri dell'acid-rock sannita The Echos tornano con un mini album che presenta il nuovo progetto e ribadisce, se ce ne fosse ancora bisogno, la formula stilistica. Il riferimento principale per il gruppo del chitarrista Alfredo Verga sono i Pink Floyd: un mito mai negato e percepibile costantemente, una presenza che aleggia non solo negli assoli dal sapore gilmouriano ma più in generale nella scrittura, che guarda anche ai Deep Purple, ai Wolfmother, per certi versi alle Vibrazioni.

Il quartetto tenta un credibile hard rock moderno e caldo ("Atavico ricordo"), elabora spunti progressivi ("Creazioni") e melodie ben inquadrate. "Synthomania" e la riproposizione di "Mondi sconosciuti" sono un buon biglietto da visita poichè assemblano le diverse influenze della band: quella più hard, il marcato tratto melodico e l'atmosfera sognante e psichedelica. Belle le finezze, definiti gli assoli e le melodie, l'unico problema degli Echos - e di migliaia di gruppi simili in tutto il mondo - è l'adesione fin troppo acritica ad uno "stile". Discorso analogo per i testi in italiano e la voce, che necessitano di un maggior "labor limae" per risultare più efficaci.

Un bel passo in avanti per gli Echos: dall'incerto esordio ad un lotto di pezzi più convincenti, li attendiamo alla prova della lunga durata di un long-playing.

http://www.myspace.com/theechosbn

(Recensione apparsa su: http://www.movimentiprog.net/modules.php?op=modload&name=Recensioni&file=view&id=3314)

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