giovedì 16 dicembre 2010

Chi va con lo Zoppo... ascolta 'Melapesante', il nuovo disco dei Syndone

Compositore anomalo Nik Comoglio. Dopo l'avventura dei Syndone nel new prog boom anni '90, Nik si è concentrato sulla sua attività solista privilegiando la scrittura colta al crocevia di svariate influenze, quella popular in particolare. Lo hanno dimostrato le sue opere rock mentre il più recente "Acqueforti" lo ha visto all'opera in una dimensione rarefatta e sperimentale in ambito contemporaneo. Con la stessa curiosità e lo stesso entusiasmo Nik ha rifondato i Syndone, partendo dai due dischi "Spleen" e "Inca" ma rivitalizzando il progetto con una nuova formazione. I nuovi Syndone sono diversi dal power trio sinfonico di 20 anni fa, benchè la direzione musicale resti analoga: partendo da ELP e Orme - due modi diversi di intendere il rock romantico "keyboard-oriented" - Nik ha confezionato un prodotto intrigante, facilmente leggibile anche nella sua complessità.

Parte del risultato è dovuta alla scelta concettuale e alla bella voce di Riccardo Ruggeri (in forza anche ai Lomè), che valorizza ogni brano rendendolo moderno e accattivante. La chiave di lettura del disco è nell'incontro tra una scrittura rock e le possibilità in più offerte dall'uso di strumenti come il vibrafono e il coinvolgimento di musicisti di estrazione colta. Nik ha prediletto le sue amate "vintage keyboards" e anche il mastering a Abbey Road ne ha valorizzato la "carnalità" analogica. "Melapesante" è un concept dedicato alla mela e al suo carico simbolico: un elemento che accomuna i 10 brani rendendo il disco fluido e scorrevole, con frequenti collegamenti al classico, con musicisti che Nik solitamente ospita nei suoi lavori. A differenza di tante opere prog passate e recenti, i Syndone hanno puntato alla immediata esposizione delle idee e al loro rapido sviluppo: la breve durata del cd (poco meno di 50 minuti) e la concisione dei pezzi e degli attacchi la dicono lunga.

Pensiamo all'incipit in stile Goblin di "Melancholia d'Ophelia", all'imponente melodia della title-track (una delle più fresche prog-songs dell'ultimo decennio), al misterioso incanto di "Giardino delle Esperidi", tra i momenti migliori di un lavoro nato con attenzione alle connessioni tra rock-jazz, classico, canzone e prog. La scalpitante cavalcata di "Allegro feroce" gode dell'ingresso di archi che richiamano le operazioni soliste di Nik, il curioso rock-cabaret di "Mela pensante" (Bonzo Dog Band e Kinks del futuro?) e la dirompente energia di "Mela di Tell" contrastano la sofisticata dinamica di "Malo in adversity" e il raccoglimento acustico di "Magritte".

Un gradito, riuscito e coinvolgente ritorno, per un album che si candida tra i migliori del 2011.

http://www.nikcomoglio.it

(Recensione apparsa su: http://www.movimentiprog.net/modules.php?op=modload&name=Recensioni&file=view&id=3348)

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