mercoledì 23 febbraio 2011

Chi va con lo Zoppo... ascolta 'Legends never die', il nuovo album dei Graal

Hard rock sì, ma a modo nostro: ecco il motto dei Graal, che da anni concentrano la loro attenzione su un'ipotesi di hard sound aperta a svariate influenze. Non ferma sul versante heavy/epic ma affascinata da atmosfere altisonanti e maestose, non eccitata dalle saturazioni stoner ma aperta al coinvolgimento del groove, non rapita dalle fascinazioni progressive ma disponibile a giochi tipici dell'art-rock, la formazione torna con un nuovo album, il terzo della propria storia.

"Legends never die" è un titolo limpido: i miti non scompaiono, essi vivono costantemente nella memoria e nella pratica di chi li interpreta come segnali, come bussole. L'imperitura leggenda che anima i Graal potrebbe essere quella degli Uriah Heep: la celebre rock band racchiude quell'ampiezza stilistica che il quintetto romano cerca di rilanciare con la propria personalità, melodica e accattivante ma anche grintosa e sfrontata. Un'opener come "Gods of war" e le tonanti "Time to die" e "Ocean's tides" sono perfette nel manifestare l'indole Graal: gli inserimenti acustici, il respiro arioso, la grana vocale di Andrea Ciccomartino - memore di Steve Walsh dei Kansas - donano un tocco di classe all'intero sound.

Con l'arrivo di Alex Giuliani, ex drummer dei IV Luna e ora in forza agli ottimi Belladonna, i Graal si fanno ancora più rocciosi ed enfatici senza smarrire il calidoscopio di atmosfere: folk anglofono in "Across this land" e punteggiato di elettricità in "The sky over Dublin", funky alla Hughes nella turbolenta "Stickin' with you", melodia, metallo e ricordi prog in "Stay". Il principale difetto dei Graal sta tuttavia nella prolissità: le contaminazioni sicure e meditate che penetrano in questa ricetta hard rock dal sapore vintage, non toccano alcuni brani ("Maybe tomorrow, maybe one day", "Keep on movin" e "I'll find a way") hard-blues con poca inventiva.

Un bel terzo lp che migliora la formula di "Tales untold" e che i rocker duri e puri, legati allo spirito di un'epoca che "non muore mai", ameranno sinceramente.

http://www.myspace.com/graalmusic


(Recensione apparsa su: http://www.movimentiprog.net/modules.php?op=modload&name=Recensioni&file=view&id=3387)

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