mercoledì 9 febbraio 2011

Chi va con lo Zoppo... ascolta 'UFO Planante', il nuovo album dell'Invisible Opera Company of Tibet

“On a mission to melt humankind, You have nothing to lose but your mind”: Invisible Opera Company of Tibet è un grande progetto fondato da Daevid Allen nel 1987 (ma la sua prima incarnazione risale al '68 parigino...) e ancora oggi attivo e funzionante, con una vita propria, indipendente dall'attività del Grande Mago dei Gong. L'obiettivo di Allen era infatti la creazione di una sorta di network transnazionale di anime, di visioni musicali "altre", di propositi spirituali e artistici non convenzionali.

In Brasile la sfida e l'impegno sono stati raccolti dall'infaticabile Fabio Golfetti: deus ex machina dei Violeta De Outono, Golfetti ha preso le redini dell'opera alleniana e con "UFO planante" propone un nuovo disco dal vivo. Ovviamente un'entità come la IOCOT non può che esprimersi live, e a differenza dei Violeta, dal piglio floydiano-wilsoniano, l'Opera approfondisce le possibilità della più estesa free-form psichedelica, in un tripudio di riflessi, rifrazioni, giochi di luci e ombre incentrato sulla polimorfica glissando guitar di Fabio.

In formazione triangolare, con il bassista Gabriel Costa e il batterista Fred Barley, Golfetti offre cinque brani, cinque flash da un mondo sonoro in costante cambiamento e libertà. Su tutti svettano i 27 minuti di "First contact", vero e proprio manifesto della "musica cosmica planante", incentrata su un canovaccio e poi lasciata alla crescita e all'apertura lisergica, con evidenti richiami ai codici della musica orientale e a certo jazz mistico coltraniano. Dal lato opposto l'art-rock pungente e ritmico di "Landing in Shambala"; uno degli episodi più affascinanti è "Sal paradise" (con il chitarrista Fernando Alge), che unisce il lato più estatico dell'esperienza psichedelica ad una galoppata rock-jazz, memore degli Agitation Free (come la stessa "Stars").

Russel Hibbs in Australia, Brian Zero in Inghilterra, Fabio Golfetti dall'altra parte del globo: con il quarto disco dei brasiliani, l'opera invisibile procede imperterrita.

http://www.fabiogolfetti.com

(Recensione apparsa su: http://www.movimentiprog.net/modules.php?op=modload&name=Recensioni&file=view&id=3381)

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