lunedì 21 marzo 2011

Chi va con lo Zoppo... ascolta 'Cane di schiena', il nuovo album dei Calomito

Uscito con Megaplomb nel 2005, "Inaudito" fu uno dei migliori dischi italiani di quel periodo: inebriante come quella miscela musicale che riusciva ad essere credibile unendo vivacità e ricerca. A sei anni di distanza, con la discesa in campo del team Altrock, Calomito cambia pelle. Addebitabile o meno all'influenza dell'etichetta milanese, ormai marchio di garanzia per sonorità 'avant', il nuovo sound dell'album "Cane di schiena" parte dallo spirito anticonformista ed eclettico degli esordi ma valorizza un elemento rock prima tenuto a freno.

Se "Inaudito" aveva il suo fulcro nel melange con la musica klezmer, il rock-jazz anni '70 più pastoso e certe spensieratezze canterburyane, "Cane di schiena" non rinuncia all'ampiezza delle influenze ma si muove lungo una direzione più pungente, frenetica, serrata. E' complice anche la mutata formazione, e di conseguenza una scelta d'arrangiamento più votata all'incrocio fiati-chitarre. Se prima Soft Machine e Gong potevano essere una bussola o un orizzonte operativo, ora certe pulsioni zappiane e l'avant-rock più spigoloso (dai Present all'Enfance Rouge) sono il dato più immediato: "Bella Lee", "Fungo", "Max Dembo" e "Klez" lo dimostrano ampiamente.

I Calomito del 2011 sono più insistenti, penetranti, ma non commettono l'errore di tanto rock di frontiera: non lavorano sulle spinte o sui momenti più sperimentali, ma sono comunicanti con intelligenza, con giochi di dinamiche, colori, pieni e vuoti strumentali di ottima fattura, come accade anche in episodi più folleggianti quali "Infraditi" e "Pappa irreale", che rimandano a certe atmosfere del primo lp. Il rock-jazz disturbato di "Parliamone" (quasi un Perigeo riveduto e corretto), quello più lunatico ed evanescente della title-track e di "Antenna": i Calomito amano la free form e la vivono con gusto, senza eccedere.

Con l'unico limite di una cifra stilistica non ancora completamente definita e affinata, "Cane di schiena" è comunque un disco di alto profilo, piacevole e fantasioso.

http://www.calomito.com

(Recensione apparsa su: http://www.movimentiprog.net/modules.php?op=modload&name=Recensioni&file=view&id=3403)

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