mercoledì 2 marzo 2011

Chi va con lo Zoppo... ascolta 'Tenebrae Vincunt', il nuovo album degli Absenthia

Un gruppo senza dubbio originale gli Absenthia. Attivi dal 2005, si sono ispirati alla storia antica di Roma per confezionare il primo album "Tenebrae vincunt". Un disco di notevole interesse anche perchè rivela un iter compositivo "progressivo": alle musiche si sono successivamente sovrapposti, integrati e "incastrati" i testi.

I brani degli Absenthia rievocano amore e morte, decadenza e guerra, in una miscellanea di atmosfere esoteriche e tinte fosche. L'ispirazione del sestetto vicentino alterna la canzone affabulatrice alla De Andrè - interpretata come farebbero i Lingalad e Davide Camerin, vedi "Commentarii" - al rock teatrale e sgargiante di "Atomica Achillea" e "Aria", passando anche per episodi cari alla prima new wave italiana di Litfiba e Neon (rivisitata in chiave art-rock in "La danza dei miei satiri"). Tra folk, rock, progressive e canzone, "Tenebrae vincunt" ha il pregio di spaziare tra generi condensandoli in un'unica formula, come fecero i Fiaba qualche anno fa ("Lo schiavo infante" può ricordare la band siciliana). La mini-suite "Absira" è uno dei momenti più intriganti dell'opera, felice esempio di sintesi come "Argonautica", mentre hard e un romanticismo ombroso animano "Amore e psiche" e "Spartacus".

Colti e fascinosi, gli Absenthia hanno un progetto con un senso e una direzione, con "qualcosa da dire". L'unico vizio è un certo autocompiacimento che alla lunga appesantisce, ma in linea di massima la band c'è, la personalità è in corso di definizione, in futuro ci auguriamo di scoprire qualcosa di ancora più imponente.

http://www.absenthia.it

(Recensione apparsa su: http://www.movimentiprog.net/modules.php?op=modload&name=Recensioni&file=view&id=3391)

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