giovedì 31 marzo 2011

Chi va con lo Zoppo... legge DI SALE E DI SANGUE, il nuovo romanzo di Angelo Arata

DI SALE E DI SANGUE

Angelo Arata

(Editrice Impressioni Grafiche)




Angelo Arata ha superato se stesso. Senza timore ribadisco il grande talento narativo del docente piemontese, che con il suo nuovo romanzo migliora e valorizza quanto seminato nel 2008 con l'esordio letterario La torre e gli abissi. Se quella opera prima, con il passare del tempo, risultava fin troppo carica di riferimenti storici, geografici, linguistici e sociali per essere assimilata nel migliore dei modi, il successore invece migliora l'elemento narrativo, calandolo con equilibrio e sapienza in un contesto tanto caro all'autore.

In medias res, senza attese e titubanze, Arata introduce il lettore in un mondo neanche tanto lontano, cronologicamente e geograficamente. Ed è questo mondo, fatto di luoghi, di sguardi, di pensieri e azioni condizionate dalla realtà del periodo, il grande protagonista del romanzo. Un gioco di specchi e rimandi tra basso e alto Piemonte, tra Monferrato alessandrino, Langhe e valli Valdesi. 1724. Piste nascoste tra montagne e boschi, sguardi dispersi tra colline e faggete, le direzioni occulte di un manipolo di "sfrosadori", commercianti illegali di sale che, con muli e schioppi, attraversavano passi, valli, gole e bric scontrandosi con le truppe sabaude.

Proprio da un memorabile scontro a fuoco e da un episodio tragico e macabro, l'autore sviluppa una vorticosa sequenza di incontri e scoperte, con l'ufficiale ginevrino André-Robert Vaudenet a tirare le fila della vicenda. Vaudenet è una personalità di grande interesse, un uomo d'armi con una spiccata sensibilità artistica che sarà alla base della soluzione dell'enigma. Ma sono i luoghi a catturare l'attenzione: Arata è un uomo di geografie e località come Spigno, Gotta secca, Santa Giulia, Monesiglio, la stessa Acqui Terme, rivivono con fascino e indefinite rimembranze. Ancora una volta i luoghi condizionano gli abitanti e, come nel precedente romanzo, la visione del mondo che fa da sfondo all'opera è fosca, talvolta pessimista, se non apocalittica.

Senza proporre mirabolanti invenzioni letterarie, Arata si muove con penna salda e ferma volontà di accompagnare il lettore nella complessità storica e geografica di una vicenda realmente accaduta, ricostruita con il piglio da romanziere e lo scrupolo del ricercatore. Un piccolo gioiello letterario.

http://www.impressionigrafiche.it

D.Z.

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