martedì 15 marzo 2011

Chi va con lo Zoppo... non perde 'Il girotondo delle marionette' al Teatro Officina!

VENERDI 25 e SABATO 26 MARZO 2011 – ore 21

DOMENICA 27 MARZO 2011 – ore 16

Produzione Teatro Officina

IL GIROTONDO DELLE MARIONETTE

L’umorismo e la poesia di un autore: omaggio a Sandro Bajini

Marco Max

con la Compagnia del Teatro Officina

regia Massimo de Vita e Irene Quartana

Prima nazionale

ingresso con tessera associativa 10 Euro

Una casta vedova che ringrazia il Signore per averla liberata (“Fi-nal-men-te!”) dal peso dei doveri coniugali. Un giovane perplesso che confessa alla madre la propria inettitudine con le ragazze (“Non mi ha abbandonato, l'ho persa proprio, come si perde l'ombrello”). Un Caino che, da uomo sommamente ingiusto, rivendica in faccia ad Abele la propria coerenza con la natura del mondo e si lancia in un’apologia della guerra (“Senza, la Storia si ridurrebbe a un monotono succedersi di scambi commerciali, di crociere nei Caraibi, di melensi matrimoni omogenei o misti, di stupidissime cene al ristorante…”).
E’ il mondo paradossale, dolcemente caustico di Sandro Bajini, autore teatrale, poeta e traduttore (Molière, Marivaux, Feydeau, Ionesco…). Un amico di tanti anni che il Teatro Officina ha scelto di celebrare portando in scena una sintesi di cose sue, già note o nuovissime, che alla fine si rivelano collegate da un filo sottile. Il girotondo delle marionette è fatto di scene teatrali compiute e di epigrammi, di monologhi e di versi lirici; accosta l’assurdo alle esultanze del cuore, il comico al serio, perché la stessa vita è fatta di cose opposte ma non inconciliabili. E il filo è proprio questo sguardo disincantato, eppur partecipe, sulle contraddizioni del mondo, sulle ipocrisie grandi e infime che costellano le esistenze degli individui e gli assiomi della vita nella società di massa. Uno sguardo scettico che così, con un elogio non proprio francescano della povertà, fa parlare l’Ingiustizia:
I poveri sono un’antica, gloriosa istituzione. Esattamente come i ricchi. Rispettiamoli. Mettere limiti alla povertà è assurdo come mettere limiti alla ricchezza. Alla stessa maniera i poveri hanno il diritto di diventare sempre più poveri. Glielo vogliamo impedire? Siamo o non siamo per la libertà?

TEATRO OFFICINA

Via S. Elembardo, 2 Milano MM 1 Gorla – Bus 44, 86

Info e prenotazioni:

Tel. 02.2553200

info@teatroofficina.it

www.teatroofficina.it

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