venerdì 8 aprile 2011

Chi va con lo Zoppo... ascolta 'Hey mom, where's Timbuktu', il nuovo album dei Kovlo

Peccato siano arrivati ora. Se i Kovlo fossero usciti soltanto una decina d'anni fa, il loro post rock strumentale avrebbe sicuramente catturato molti più sostenitori, come accaduto a God Is An Astronaut e Explosions In The Sky. La formazione svizzera torna in azione con il successore di un disco fortunato e apprezzato come "I'm so happy on this boat", prodotto da Rob Ellis e divenuto passe-partout per un bel tour europeo.

Difficile bissare dopo un album di quella portata, eppure i Kovlo riescono a confezionare un lavoro altrettanto valido. Il segreto è la sintesi di linguaggi e storie, la voglia di riassumere la propria esperienza radicalizzando un approccio stilistico ed esecutivo e immaginando luoghi del mondo e rispettive atmosfere.

"Hey mom, where's Timbuktu" è un ottimo affresco di rock strumentale del nuovo millennio: un lp diviso in sei larghi movimenti dedicati ad alcune capitali del mondo. L'appiglio "geografico" è un nuovo stimolo per la band, che crea contrasti drammatici e struggenti ("Hebron"), talvolta caotici e aspri ("Qujing"), con un appeal cinematografico di grande spessore. Intriganti i giochi dinamici (magistrale "Oaxaca", con bruschi e repentini cambi di tema), meno sorprendenti le litanie melodiche ("Rovaniemi").

Benchè i Kovlo non portino alcuna sostanziale novità al genere - invero già saturo da anni - sono abilissimi nel fornire un'interpretazione efficace e travolgente, che rende il disco piacevole, consigliato ai cultori.

http://www.myspace.com/kovlo

(Recensione apparsa su: http://www.movimentiprog.net/modules.php?op=modload&name=Recensioni&file=view&id=3414)

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