domenica 10 aprile 2011

Chi va con lo Zoppo... ascolta 'Ralefun - 32nd anniversary edition', la ristampa di Antonius Rex

Paolo Tofani e Antonio Bartoccetti. Andate a metà del libretto e li vedrete insieme in studio. Sembra strano pensare a questa coppia: simbolo di un approccio impegnato, militante e sperimentale il primo, emblema della ricerca sull'occulto in musica il secondo. Eppure nel magma degli anni '70 italiani, soprattutto nel pieno del riflusso, ipotesi di collaborazione come questa non erano poi così infondate. Nel 1979 Antonius Rex è in una fase singolare della propria vicenda: dopo l'esordio del 1974 e l'exploit di "Zora" nel 1977, Bartoccetti sta attraversando una dimensione nuova, con il cambio di formazione e l'entrata del batterista Jean Luc Jabouille. "Ralefun" arriva nel 1979, lo stesso anno di "Anno Demoni": se questo disco viene commercializzato in tiratura limitata (499 copie), il successore di "Zora" trova invece il supporto della Radio Records, divisione RCA.

Come "Zora", il disco seguente vede Bartoccetti alle prese con un sound più "canonico", ma stando alle parole del suo autore "rimane il nostro prodotto peggiore sotto il profilo esecutivo e sotto il profilo della ricerca dei suoni" (da un'intervista di Vampiri.net). Nonostante la ristampa della Black Widow - in occasione dei 32 anni dall'uscita - sia avvolta da una confezione rinnovata graficamente, "Ralefun" resta un passo falso per gli Antonius Rex. Il motivo è soprattutto nell'aver voluto abdicare a quella spinta indipendente, a quel controllo totale sulla produzione e sulla distribuzione che Bartoccetti ha sempre fieramente ottenuto. La RCA finanziò lautamente il progetto pubblicando 12000 copie: le vibrazioni oscure e iniziatiche, rivolte da sempre a pochi adepti, non c'erano proprio più.

Il moog melodico che guida "Magic Sadness" non è che una versione più cupa del Guardiano del Faro, "Witch dance" vaga tra hard rock e disco music, "In einsteinesse's memory" gironzola tra Jethro Tull e Average White Band. "Incubus" è l'unico brano con un senso e una direzione (rock-jazz puntuto e funkeggiante), anche se completamente diverso dalla formula Jacula/Antonius Rex; in linea con il passato l'evocativa "Enchanted wood". La ristampa BWR aggiorna quella Mellow del 1992 - aggiungendo la bonus track "Proxima luna" risalente al 1980 e dominata dalle tastiere di Doris Norton (ma appesantita da ritmiche moderne) - ma non è completa nelle liner notes: chi suona il flauto nel disco? Dovrebbe essere Hugo Heredia ma non c'è alcuna segnalazione a riguardo.

Ristampa imperdibile per i cultori, agli altri suggeriamo di soprassedere, attendendo magari le nuove mosse della congrega magica.

http://www.antoniusrex.com

(Recensione apparsa su: http://www.movimentiprog.net/modules.php?op=modload&name=Recensioni&file=view&id=3415)

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