martedì 5 aprile 2011

Chi va con lo Zoppo... ascolta 'Summereve', il nuovo album degli Hostsonaten

"Summereve" è il primo atto di "SeasonCycle", il ciclo delle stagioni ideato e composto da Fabio Zuffanti: con il "tassello" estivo del progetto sviluppatosi a ritroso, si chiude la tetralogia di Hostsonaten. Un unicum nella storia del rock italiano, che ha un possibile precedente nei Litfiba: se la "tetralogia degli elementi" di Pelù e Renzulli è stato un esperimento concept vago e tirato per i capelli, "SeasonCycle" ha avuto invece una fisionomia ben più seria e matura.

Per l'atto estivo del ciclo, Zuffanti è ampiamente coadiuvato da Luca Scherani: un grande talento della musica italiana che probabilmente si è espresso ancora poco, ma che ha molto da dire. Scherani ha guidato lo sviluppo artistico dell'opera non solo suonando le tastiere ma occupandosi anche della direzione degli archi e dei fiati. Stupisce ascoltare l'incipit di "Season's overture" al crocevia tra i Santana visionari del 1973 e il tipico rock sinfonico elaborato da Zuffanti: "Summereve" è completamente in linea con il sound sviluppato nel corso degli anni, con qualche elemento in più. Una direzione più "fisica" da una parte (vedi "Blackmountains"/"Prelude to an elegy"), uno spazio più ampio per la fusione rock-folk-classica ("Glares of light") dall'altra, in un contesto sempre sofisticato e malinconico.

Il risultato generale ha un sapore più chiaro, una forza più luminosa, uno sviluppo più limpido (come accade in "Evening dance" e nell'estatica "Under stars"), in perfetta adesione allo spirito estivo e solare che anima il disco. L'unico difetto dell'opera - che si estende anche agli altri tre capitoli - è l'autoindulgenza: il plot concettuale impone un percorso obbligato e Zuffanti si è sempre mosso con rigore espressivo, ma al tempo stesso con un eccessivo "lasciarsi andare", abdicando ad una sintesi che - le migliori opere prog lo insegnano - si rivela sempre utile e opportuna.

Degna chiusura del ciclo delle stagioni, "Summereve" è l'epitaffio di un'operazione orgogliosamente progressive: unica nel suo genere, nella piccola grande storia del rock tricolore.

http://www.zuffantiprojects.com

(Recensione apparsa su: http://www.movimentiprog.net/modules.php?op=modload&name=Recensioni&file=view&id=3412)

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