lunedì 9 maggio 2011

Chi va con lo Zoppo... ascolta 'Return of the worm', il nuovo album di Todd Grubbs

Per la serie "siamo mattacchioni ma sentite un po' che combiniamo...", Todd Grubbs torna con il suo nuovo album, come sempre orientato all'incontro tra il rock-jazz più poliedrico e l'inclinazione alla facezia. Frank Zappa è il suo maestro, i French Tv dei colleghi illustri, ma Grubbs si muove in questo percorso con maggior leggerezza, utilizzando anche un approccio scherzosamente sperimentale. Ad es. in "Five after four in the morning" ha registrato i suoni notturni fuori dallo studio, in "You can do it" usa come loop degli urletti orgasmici, in "Barto'k" delle chiacchierate in un bar dopo un concerto e così via.

Per questo quarto album in studio, Todd ha fatto tutto da solo, salvo assegnare delle parti ben precise a colleghi e collaboratori, da Blues Saraceno a Jerry Outlaw. Il risultato è un piacevole album di fusion eccentrica, che esplode nel susseguirsi di assoli in "The message", con Mike Kenneally e Sean Malone. "I'm not a commentator" è un tripudio di guitar-solos costruiti a strati su un bel groove, "Skinny elephant" mette in luce il talento di Todd e il raptus zappiano di "Frogs" chiude il cerchio.

Rock, funk, jazz e variazioni progressive animano l'album, che risente solo di una produzione un po' troppo "casalinga" per essere competitivo con i tanti lavori di guitar heroes sparsi in giro per il mondo. Tuttavia Grubbs rifugge dal tecnicismo fine a se stesso per puntare al ritmo, alla sensualità delle influenze black, come testimonia il vamp avvolgente di "Number station".

Un buon quarto album, con alcuni momenti deboli ma in generale ispirato e godibile.

http://www.toddgrubbs.com

(Recensione apparsa su: http://www.movimentiprog.net/modules.php?op=modload&name=Recensioni&file=view&id=3435)

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