lunedì 9 maggio 2011

Chi va con lo Zoppo... legge la recensione di Alessandro Loppi su AMORE, LIBERTA' E CENSURA

Alessandro Loppi, curatore del blog MinimAL, è stato uno dei primi sostenitori del mio nuovo libro su Lucio Battisti Amore, libertà e censura - Il 1971 di Lucio Battisti. Condivido con piacere la sua recensione, tra l'altro la prima ad essere uscita:

Ho finalmente terminato il libro di Donato Zoppo di cui sto facendo pubblicità in questi giorni.
È complicato parlar bene del lavoro di una persona che si apprezza (seppur e solo tramite web), perché sembrerebbe la tipica piaggeria da tipiche conventicole; e a me queste cose non piacciono per niente: le trovo letteralmente incivili; oltretutto rendono non credibile la già precaria cultura italica, con tutto ciò che ne consegue.
Quindi, vi prego di credermi se vi dico che è un testo che vale i soldi spesi.
Innanzitutto è scritto bene, con una punteggiatura precisa, una sintassi ben articolata, e con un afflato cronachistico che va al di là della struttura professionale che ci si aspetta da un giornalista professionista: soggetto, verbo, complemento oggetto, e nulla più; ma sempre con quel pizzico di attenta umanità, di ricercatezza stilistica, necessarie in casi come questo.
In più coinvolge, e accompagna il lettore dentro una storia "minore", ma senza strafare. Donato Zoppo, insomma, resiste all'italica tentazione di farsi vedere. Nello stesso tempo, però, si "sente" che ci è accanto, e sa come e quando dire la sua, senza farsi notare.
La struttura, infine, è ineccepibile: Storia, Commento e Critica si tengono distinti e distanti, all'occorrenza aiutandosi e rispettandosi vicendevolmente, senza tecnicismi, senza forzature, senza quelle inutili citazioni che non servono a nulla (già, per fortuna non si parla del solito saggio di Eco su Bongiorno).
Infine, Zoppo sa perfettamente quando presentare il prima, quando e quanto il durante, e fino a dove dedicarsi al dopo i fatti presentati.

Io a Battisti ho sempre voluto bene, e non sapevo il perché. O meglio: ero impressionato dalla tecnica musicale dei suoi musicisti (dico: PFM e via scrivendo!), dagli arrangiamenti (quando urlate "aqqqua azzurra", date un orecchio ai fiati, e sentite quanto sia importante quella vostra "q" buttata là, ben al di là del significato del testo), dal suo continuo andare oltre il prevedibile tintinnìo di ovvio vinile che tanto ammorba(va) la musica italica. Qui, in questo testo, ho scoperto quanto fosse responsabile e ideatore di questi pregi.
Ho scoperto, insomma, una persona, un individuo, un musicista di talento, di cui conoscevo solo inutili pettegolezzi, chiacchiere poco musicali, e non invece quegli aspetti così importanti per capire come mai sia stato così diverso da tutti gli altri musicisti del periodo (ovviamente io non farei mai parte del "Partito De Andrè"; troppo noioso, troppo pieno di sé, troppo conventicolato, troppo sopravvalutato).

Battisti, insomma, ha indicato strade e idee che ancora oggi sono rimasti lì, ben illuminati, mai più affrontati (se non in casi sporadici, come qualcosa del Morgan di Da A ad A).
E Zoppo individua il suo acme esemplificativo in quel fatidico 1971, raccontandoci al meglio la storia e le vicende di quell'Amore non amore che non fu né capito, né valorizzato, né tantomeno più raccontato dalla critica nostrana (onestamente, io non ne avevo mai sentito parlare più di tanto).
Attenzione: non è che Donato Zoppo voglia forzare la mano, come fanno certi fighetti del cavolo (tipo "piace a me, piace a tutti, quindi è importante per il mondo"): il lavoro di Lucio Battisti è stato veramente nodale, e di un'importanza storica e culturale la cui portata è comprensibile solo dopo averne affrontato l'ascolto, confortati anche dalla guida di questo agile volume.
E poi, la storia della musica italiana (quella storia, quella musica, quella Italia), ne escono veramente vincenti, con un'identità, una forma, una sostanza, che raramente troveremo in seguito. Gli anni '70, insomma, non sono stati solo terrorismo, furbetti, e una sinistra in perenne crisi; ma anche un serbatoio culturale originale e ben definito.
Insomma, buona lettura.


Aereostella
è lieta di presentare:

Il 1971 di Lucio Battisti
Itinerari Musicali – Aereostella, 2011
328 pagine, euro 22.00
di Donato Zoppo
Prefazione di Giorgio Piazza

"Voglio fare le cose con gusto e non pensando alla cassetta.
Per restare fedele a me stesso e sincero con il pubblico" (Lucio Battisti).


Nel luglio del 1971 Lucio Battisti pubblica Amore e non amore: il suo primo "vero" 33 giri dopo le raccolte di singoli Lucio Battisti e Emozioni. È un lavoro rivoluzionario: un concept-album con quattro focose canzoni rock-blues registrate dal vivo in studio, quattro strumentali con l'orchestra diretta dallo stesso Battisti e i lunghissimi titoli di Mogol, la copertina con una misteriosa donna nuda. All'alba della nascita del rock progressivo italiano, Battisti inventa un disco sperimentale con brani inediti suonati dai Quelli pronti a diventare Premiata Forneria Marconi.
A quarant'anni di distanza dalla sua uscita, Donato Zoppo racconta la vicenda di Amore e non amore: il percorso che conduce Lucio Battisti all'anno di grazia 1970, il making of degli otto brani, la scelta concettuale, i conflitti con la Ricordi e il ritardo della pubblicazione, le reazioni di pubblico e critica, il caso della censura. La Commissione d'ascolto della Rai decide di bocciare Dio mio no: il brano scelto come singolo descrive in modo troppo esplicito una donna sessualmente disinibita, l'intero lp non godrà del supporto promozionale ma sarà egualmente un successo.

(Link recensione: http://minimalessandro.blogspot.com/2011/05/il-battisti-di-donato-zoppo.html)

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