lunedì 4 luglio 2011

Chi va con lo Zoppo... legge Molecole n. 6: 'Dedicated to Bill Evans' di Luigi Ruberti

Chi ha detto che i tributi sono da evitare, come l'ennesimo attentato alla libertà artistica e all'originalità? L'elemento scriminante dovrebbe essere la qualità di una proposta, ma anche la personalità dell'omaggiante, il suo percorso, il tempo e il modo in cui egli partorisce il tributo. Basta questo per considerare Dedicated to Bill Evans una piccola gemma nel vasto mondo del contemporary jazz.

L'autore è Luigi Ruberti, apprezzato compositore partenopeo, che dopo due album solisti ha deciso di confrontarsi con il miglior repertorio del grande Bill Evans. Balza all'occhio la provenienza dell'artista: un contrabbassista, che affronta il patrimonio evansiano da un osservatorio privilegiato, vista la presenza di colossi quali Eddie Gomez e Scott La Faro nelle composizioni del celebre pianista.

Con la presenza del vibrafonista Mark Sherman e di una small band di talenti - in particolare il pianista Mimmo Napolitano, Ruberti tesse un arazzo di swing, atmosfere malinconiche e chiaroscuri di grande eleganza, snocciolando capolavori come We will meet again, Time remembered e My bells, ma anche brani meno eclatanti come Carnival e Epilogue. Non è il primo dei numerosi tributi all'arte del pianista (pensiamo a Kronos Quartet, Paul Motian, John McLaughlin) ma è sicuramente uno dei più preziosi per signorilità e autorevolezza.

http://www.luigiruberti.it

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