domenica 10 luglio 2011

Chi va con lo Zoppo... legge Molecole n. 7: 'Dies Irae' dei Laeder Braun

Hard rock in italiano. Bella idea, non originalissima ma poco frequentata: dai tempi del Campo di Marte fino ai IV Luna, passando per leggende come Strana Officina e Fil Di Ferro, i riffoni squadrati e le ritmiche serrate del rock duro non sono mai andati molto d'accordo con liriche in lingua italiana. Eppure usare la nostra lingua può essere un'opportunità espressiva in più, oltre che un veicolo per una maggiore comprensibilità.

Se ne sono resi conto i Laeder Braun, al debutto con questo Dies Irae. Il quartetto di Lecco, nati come cover band specializzata in Led Zeppelin, possiede ancora influenze risalenti a quel periodo (Sacrificio) ma il songwriting è ampio, prende spunto dai nostri gloriosi anni '70 (i Teoremi ad es.), dall'immenso patrimonio dei Black Sabbath ma anche dall'hard rock degli anni '90, quello venato di funk e post-punk alla Living Colour/Jane's Addiction (vedi Live! e Il crepuscolo degli dei).

Certo a volte la testualità "quotidiana" e sofferente cozza con il rock focoso e struggente (La fine) ma i ragazzi sono in generale preparati e robusti quanto basta. Attraversando un credibile blues elettrizzato (Il bluff) o un fangoso stoner (Città nera), i ragazzi possono richiamare alla mente anche i Litfiba di Spirito, senza risultare gigioneggianti o ridicoli. Un buon debutto per l'heavy nostrano.

http://www.laederbraun.com

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