lunedì 25 luglio 2011

Chi va con lo Zoppo... legge Molecole n. 9: 'Randagio' di MARCO ROAGNA

I need blues. I need a whole lotta blues. E Marco Roagna mi accontenta con un quarto album ricco di quel feeling blue che, in questa estate afosa e piovosa, è tutto un benessere. A guardarlo, con cappellaccio texano, stivali e occhiali scuri, Roagna sembra uno di quei pittoreschi personaggi sulla scia di "Un americano a Roma", inesorabilmente traviati dal mito a stelle e strisce. Il chitarrista torinese però ha dalla sua esperienza, tenacia, un lungo corso e soprattutto quella sensibilità tale da poter suonare rock-blues senza risultare artefatto o costruito.

Per niente legato al sound degli Arti & Mestieri, in cui Roagna milita, "Randagio" è un bel disco di blues elettrico moderno, che non si vergogna di citare le influenze che vanno da Hendrix a Vaughan passando per Bonamassa e Popa Chubby. Roagna però ha costruito l'album come un lavoro di gruppo, senza virtuosismi autoreferenziali, coinvolgendo fior di musicisti (compresi Crovella, Chirico e Cassetta dagli Arti) e sfoderando un lotto di brani piacevoli e ispirati, incentrati su lunghi assoli dall'incisivo sapore rock e dalle delicate venature jazz-blues.

Se la direzione rock-blues è indiscussa, qualche piccola deviazione latina ("Suerte" dedicata a Santana), funky-jazz ("Night message") e purpleiana ("Woodstock") è ammessa. Trascinante nella title-track e nella superba "N. 13", intimista in "Smile forever", Roagna sfodera un sound spesso vicino a quel british blues boom caro a Savoy Brown e Chicken Shack ma anche hendrixiano in "White rose". Un convincente album blues, dedicato a tutti i randagi.

http://www.marcoroagna.com

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