venerdì 23 settembre 2011

Chi va con lo Zoppo... legge Molecole n. 10: 'Seat of the empire' di SHELOOM

Fossero stati altri tempi, più radiosi e positivi, un disco come questo sarebbe uscito con una bella major, prodotto dal Brian Eno di turno e promosso in pompa magna. Fossero stati altri tempi, anche io mi sarei accorto subito di questo gioiellino, al quale ritorno grazie a un intervento quasi medianico: mi sveglio una mattina, a un annetto dalla sua uscita, con un martellante "Morning comes" in testa che dopo notevoli sforzi ricollego a "The way home", uno dei brani più significativi di "Seat of the empire".

Filippo Gaetani è un musicista e produttore fiorentino, il canadese Jordon Zadorozny canta negli indie rockers Blinker The Star: tra Firenze e Vienna, in quella totale autogestione creativa ai confini con il cirscospetto fare carbonaro, nasce quest'opera. "Seat of the empire" è un piccolo capolavoro di rock d'autore: partendo dal folk-rock alla Byrds e arrivando alle operazioni di gruppi britannici come gli Elbow, passando per l'immancabile Peter Gabriel e per la sintesi dei Rush anni '80, Sheloom confeziona con il gusto di un sarto d'altri tempi - ancora loro - dieci pezzi gustosi, suadenti e sofisticati.

Pezzi che viaggiano tra sapiente articolazione dell'impatto, sequenze di sfumature e sfaccettature anomale per una pop song, marcate e pungenti sezioni ritmiche che non appesantiscono il caleidoscopio melodico. Tutto ciò con la canzone, palla al centro, debitamente ampliata con intuizioni e sorprese di chiara estrazione progressive. Che almeno il passaparola renda giustizia a "Seat of the empire".

http://www.sheloom.com

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