venerdì 4 novembre 2011

Chi va con lo Zoppo... ascolta 'Kalachakra', il nuovo album del BALLO DELLE CASTAGNE

E viene in mente il Re del mondo. L'Himalaya, l'antico e nascosto regno di Shambala, il luogo di pace in cui Buddha impartì i tre livelli dell'insegnamento Kalachakra al sovrano Suchandra. A questo sapere iniziatico si rifà fin dalla sua genesi il Ballo delle Castagne, formazione costituita da Vinz e JoJo (Calle della Morte), Marco Garegnani (The Green Man) e Diego Banchero (Malombra e Segno del Comando). Ispiratosi al documentario "Kalachakra, la ruota del tempo" di Werner Herzog, il Ballo dichiara esplicitamente la natura e la direzione "esoterica" anche di questo disco, dedicato ad ascoltatori pronti e coscienti.

Come accadeva per Jacula e Antonius Rex, anche il Ballo delle Castagne appartiene a quella schiera di singolari band amate o odiate, senza mezzi termini nè compromessi. "Kalachakra" ribadisce ancora una volta questo spirito sfuggente, inquieto, proprio come il primo disco omonimo. Il Ballo si muove tra new wave, kraut rock, psichedelia e vecchio progressive all'italiana, con un sound lo-fi volutamente scarno e graffiante, tra Biglietto per l'Inferno, Battiato e Diaframma. Enfatico e talvolta eccessivo, il Ballo opera nell'oscurità e nelle tenebre, come dimostrano pezzi più riusciti quali "Passioni diaboliche", la title-track e "Omega". I pezzi sono caratterizzati da una ricerca dell'effetto, della sfumatura, dell'evocazione (vedi "Tutte le anime saranno pesate"), senza dimenticare una radice punk che garantisce una certa immediatezza ("La terra trema").

Un disco a suo modo originale: per quanto sgangherato e disomogeneo, "Kalachakra" va letto nell'ottica con cui si presenta, ovvero un lavoro per pochi intimi.

(Recensione apparsa su: http://www.movimentiprog.net/modules.php?op=modload&name=Recensioni&file=view&id=3479)

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