mercoledì 7 dicembre 2011

Chi va con lo Zoppo... legge Molecole n. 12: 'The light of a new sun' di J.C. Cinel

Italia - America. Pensi agli anni '50 e ti viene in mente Nando Moriconi, "maccarone m'hai provocato e io te distruggo" e "Un americano a Roma", ma per fortuna le cose sono cambiate. Basta ricordare una PFM andata all'estero per suonare rock all'italiana, i Raw Power ancora oggi circondati da un'aura di rispetto e ammirazione straniera, gli Afterhours che, complice Greg Dulli, riscuotono interesse senza dover scimmiottare. All'ombra di questi grandi, con fare più defilato ma altrettanto significativo, ci sono tante figure che si abbeverano alla fonte del rock americano e lo interpretano in modo credibile, senza macchiette, pantomime o caricature. Pensiamo a J.C. Cinel.

Lo ricordiamo nei The Air, emuli dei Kansas nei profondi anni '80, in esperienze di gruppo dal costante sapore a stelle e strisce, ultimamente nei Wicked Minds all'insegna dell'hard progressive. Ma J.C. è soprattutto un songwriter "lonesome and beautiful", un corridore solitario che con costanza giunge al terzo lp solista, probabilmente il più riuscito della sua storia. "The light of a new sun" già dal titolo sprigiona positività, ottimismo, luminosità. E sono i pezzi che lo compongono a ribadire, se ce ne fosse ancora bisogno, che quel filo rosso che lega Piacenza e Nashville, l'Emilia Romagna e la California, non si è spezzato, anzi è alimentato dalla passione e dalla professionalità.

J.C. guarda ai Lynyrd Skynyrd e a Springsteen, ai Doobie Brothers e a Neil Young: il suo rock - sapientemente inzuppato di boogie, southern, AOR e country - è di piacevole ascolto, anche grazie alla validità della band e all'ospitata del grande Johnny Neel. Undici brani finalmente compiuti, con "Think of myself", "Sweet and wild", "Nashville nights" e "California sunset" come biglietti di un avventuroso viaggio americano, dagli occhi di un passionale rocker italiano.



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