Andando a ritroso, alla ricerca del background delle
progressive band esordienti, i nomi più gettonati e influenti sono
Genesis, King Crimson, Emerson, Lake & Palmer o Jethro Tull. In
alcuni casi invece la matrice Pink Floyd diventa massiccia, capace di
condizionare non solo un disco ma un'intera carriera, come accade ai
Raven Sad. Se la band toscana sta puntando al superamento di tale
"totem" senza affrancarsene del tutto, i Former Life partono invece da
un'ipotesi di "incorporazione" del modello floydiano in un contesto più
ampio.
Former Life è il giovane duo veneto composto dal tastierista Andrea De Nardi e dal chitarrista Matteo Ballarin, entrambi provenienti da un progetto di tributo floydiano ma attivi anche con Aldo Tagliapietra nella sua nuova attività solista. "Electric stillness" è un primo importante tassello, che i ragazzi realizzano con passione e vivacità, dando ampia esposizione a una visione aperta della composizione, come dimostrano "Hijacked" (disponibile all'incalzare della fusion) e "London Rain" (ai confini tra pop d'autore e costruzione progressive).
"A milligram of joy" rivela il talento di Ballarin, "Sandering jewel" quello di De Nardi, la title-track acquista in possenza e robustezza. Con una buona capacità melodica che emerge in "Belong to the stars" e "MesmerEyes", i Former Life affrontano un new progressive che non è impoverito dalla natura "minimale" della formazione. Preparati e credibili in un progetto che, anche per la lingua, ha respiro internazionale, i Former Life difettano solo in personalità: il lavoro dal vivo potrebbe essere uno strumento per acquisire una propria fisionomia.
Former Life è il giovane duo veneto composto dal tastierista Andrea De Nardi e dal chitarrista Matteo Ballarin, entrambi provenienti da un progetto di tributo floydiano ma attivi anche con Aldo Tagliapietra nella sua nuova attività solista. "Electric stillness" è un primo importante tassello, che i ragazzi realizzano con passione e vivacità, dando ampia esposizione a una visione aperta della composizione, come dimostrano "Hijacked" (disponibile all'incalzare della fusion) e "London Rain" (ai confini tra pop d'autore e costruzione progressive).
"A milligram of joy" rivela il talento di Ballarin, "Sandering jewel" quello di De Nardi, la title-track acquista in possenza e robustezza. Con una buona capacità melodica che emerge in "Belong to the stars" e "MesmerEyes", i Former Life affrontano un new progressive che non è impoverito dalla natura "minimale" della formazione. Preparati e credibili in un progetto che, anche per la lingua, ha respiro internazionale, i Former Life difettano solo in personalità: il lavoro dal vivo potrebbe essere uno strumento per acquisire una propria fisionomia.
(Recensione apparsa su: http://www.movimentiprog.net/modules.php?op=modload&name=Recensioni&file=view&id=3496)








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