giovedì 5 gennaio 2012

Chi va con lo Zoppo... legge MOLECOLE n. 14: 'Barene' di Alessandro Tombesi

Il segreto è in quel leggero vapore che affiora sull'acqua, quel gioco di luci, ombre e basse maree dal quale emergono le barene, gli isolotti sabbiosi della laguna. Tremolante e suggestivo come quelle apparizioni, ma mai evanescente o inafferrabile, il disco d'esordio di Alessandro Tombesi conquista subito per il fascino, la qualità della filigrana, la magia dei collegamenti storici, folklorici e culturali.

Figlio d'arte, cucciolo allevato in casa Calicanto, il giovane arpista padovano non nasconde i suoi amori, il suo orizzonte compositivo e sonoro, la sua bussola musicale: tra Zitello e Vollenweider, tra folk-jazz e new age che osservano in lontananza gli Oregon, Barene è uno dei migliori album di debutto degli ultimi tempi.

Merito di una musicalità vibrante ed emotiva che si nutre di Venezia (Fuochi a Pellestrina) e del delta del Po, di Rigoni Stern (Aspettando l'alba), di antiche leggende e attuali sperimentazioni, come Routes and Rhodes che sfodera il piano Fender e Dam dun dai nata giocando su una mbira africana. La title track, la magica Caligo e Vergolina sono i momenti più appassionanti e convincenti di questo delizioso lavoro. Una nuova promessa, dalla quale aspettiamo grandi cose in futuro.

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