mercoledì 22 febbraio 2012

Chi va con lo Zoppo... legge MOLECOLE n. 22: 'The last day of an ordinary life' dei IV Luna

Seguo da anni i IV Luna. Apprezzo la loro evoluzione, il tentativo di offrire disco dopo disco un punto di vista nuovo sulla connessione di diverse anime musicali, nel loro caso al crocevia tra hard, psichedelia, progressive e gothic metal. Dopo un felice esordio con Libera Mente (1999), un secondo album più ruvido come D'incanto (2003) e l'Ep Anteroom (2006) che segna la fine di una prima fase, la formazione romana torna nella line-up originaria con questo The last day of an ordinary life.

Già dal titolo si evince una novità forte: via l'italiano, che aveva caratterizzato da sempre i IV Luna, si prova con l'inglese. Viene inevitabilmente meno quella rocciosa poesia che aveva caratterizzato il sound del quartetto, spicca però un respiro internazionale che valorizza il rinnovato sound. Duri come non mai, aperti a influenze psichedeliche e ambientali, i IV Luna del terzo disco propongono un metal ipnotico e vorticoso, melodico anche se affrancato dalla successione di strofe e ritornelli.

Certo i riff secchi e incisivi di Unsafe prison e Magic room spiazzeranno gli amanti dei vecchi IV Luna ma in September 28th 2008, negli intrecci chitarristici di I realize e nell'atmosfera allucinata e sofferente della title-track la cifra stilistica resta inalterata. Un bel ritorno, diverso e più "convenzionale" ma ancora accattivante.

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