giovedì 29 marzo 2012

Chi va con lo Zoppo... ascolta 'Bani Ahead', il nuovo album degli Slivovitz

Sarà la lunga ombra di Carosone o l'influenza di Pino Daniele, ma le formazioni napoletane hanno una confidenza quasi "eccessiva" con il jazz e in particolare con le derivazioni fusion. E' un caso più unico che raro in Italia e meriterebbe un'approfondita riflessione sociologica e culturale, ancor prima che musicale. Fortuna che, a differenza di tanti concittadini, gli Slivovitz non si suonano addosso e guardano - oltre che all'acquavite di prugne cara ai beoni slavi e non solo... - a un'ipotesi rock-jazz fedele alla scuola italiana anni '70 (Area, Perigeo, Arti & Mestieri) e aperta alle possibilità offerte da una line-up schierata a settetto, anomala per questo genere.

Dopo una coppia di album che ne hanno mostrato la stoffa all'audience internazionale, la band partenopea ottiene nuovamente la fiducia di Pavkovic e replica in Moojune con "Bani Ahead", il disco della consacrazione. Benchè l'ensemble sia parzialmente cambiato, la sua progettualità resta inalterata, con un approccio dinamico e prorompente alla fusion di estrazione progressive che in Italia ha ottimi rappresentanti nei DFA, nei dimenticati Assolo di Bongo e negli ispidi Memoria Zero.

Orgogliosamente "100% made in Napoli", l'album non punta alla prevedibile connessione con melodie e atmosfere campane ma guarda a un elemento fin troppo trascurato dalle formazioni simili: lo swing. Per quanto aspre, incisive e pungenti, "Egiziaca", "Vascello" e la title-track hanno carattere, groove, predisposizione all'imprevisto e al raptus senza dimenticare il ritmo e quel sense of humour bandistico che aggiunge colori e anima. Smontando e rimontando con verve ("Cleopatra through"), gli Slivovitz non rinunciano neanche all'andatura elegante ("Fat") e all'evocazione davisiana ("Pocho").

Immaginando i Napoli Centrale ricchi di nervature e i Weather Report elettrizzati a dovere si può avere un'idea dell'orizzonte operativo dei sette, che incarnano un'altra faccia - più nascosta rispetto a quella "per bene" e istituzionale, più "compita" rispetto ai vari zu e Neo - del nuovo jazz italiano. Eccellenti.


(Recensione apparsa su: http://www.movimentiprog.net/modules.php?op=modload&name=Recensioni&file=view&id=3538)

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