martedì 6 marzo 2012

Chi va con lo Zoppo... legge MOLECOLE n. 23: 2 Pigeons, Le Maschere di Clara, Ilenia Volpe

Retronica. Quando un titolo dice tutto e anche di più: perchè il segreto dei 2 Pigeons è la saggia combinazione tra pop avveniristico e macchine analogiche. La stampa ha accolto clamorosamente il disco ma il suo punto di forza, più che eclatante e immediato, è quasi nascosto nelle retrovie. Le idee messe in campo dal duo restano sullo sfondo, talvolta indistinte, pronte ad essere colti dai più attenti, da coloro che andranno oltre i riferimenti a Portishead/Massive Attack/Everything But The Girl. Dall'inserimento di clarone di Enrico Gabrielli in Seven Steps alle melodie sinuose di Hard working space, passando per la rielaborazione balcanica in stile "post-world fusion" di Turtulleshe (con Capovilla del Teatro degli Orrori), emergono momenti di classe che i 2 Pigeons faranno bene a custodire e valorizzare in futuro.
http://www.myspace.com/2twopigeons

Le Maschere di Clara partono invece da una dichiarata ed esplicita ricerca di originalità, di cui Anamorfosi si fa manifesto e testimonianza. Obiettivo raggiunto solo in parte: il trio ha ancora da lavorare per cercare una direzione sicura e convincente, per ora ancora allo stato informe. Più che il risultato, a sorprendere è la genesi: tre musicisti di estrazione classica che cercano uno "sfogo artistico", intrecciando l'impatto di certo post-core con un mood aristocratico figlio del progressive. Inserendo il violino in un contesto tagliente e robusto, le MDC non rievocano tanto i Dirty Three ma un'ipotesi nuova di indie/alternative/vattelapesca, ancora indefinita. Promossi con riserva.
http://www.lemascherediclara.com

Poche balle, musica cazzuta e diretta, quella di Ilenia Volpe. La mia professoressa di italiano è un pezzo da sparare fuori dalle scuole e come sigla di un bel po' di roba, dal mio radio show ai concerti. Merito di una riot grrrl che non cerca novità ad ogni costo ma dice la sua, ben spalleggiata dal guru Giorgio Canali che le ha tirato fuori rabbia, groove e grezza sensibilità. Radical chic un cazzo è un drastico disco d'esordio che abbraccia le varie declinazioni del punk, soprattutto quelle derivate dal grunge e dal noise alla Sonic Youth. Efficace e schietto, solo a tratti schiavo di certi luoghi comuni dell'indie tricolore.
http://www.ileniavolpe.com

D.Z.

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