mercoledì 28 marzo 2012

Chi va con lo Zoppo... non perde due belle novità Lizard

LITAI  "Litai"         (LIZARD CD 0081)

Già vincitori dell'"Omaggio a Demetrio Stratos" i veneziani Litai giungono al debutto discografico già forti di uno stile originale, sul crocevia tra i King Crimson più angolari e le dinamiche trame di marca Tortoise, il tutto a tinte jazz. Prog-jazz-rock di notevole personalità grazie ad un ottimo interplay di batteria-basso-chitarra-sax, caratterizzato talvolta da declamazioni teatrali, schegge di ieratica poesia (degli Akineton Retard italiani? Anche).
Litai, un nome nuovo di particolare forza espressiva, uscito dalla fucina veneziana rivierasca del Brenta, che fu una piccola Canterbury negli anni 90, con nomi come Bondage, Antinomia, Lingam, Ledel, Estasia, Nema Niko e Spirosfera.
E proprio della straordinaria meteora Spirosfera i Litai sembrano raccogliere l'eredità, per la tensione sonora, ritmica e lirica.

QUASAR L.S. “The Dead Dream”  (LIZARD CD 0012)
 
Finalmente disponibile il primo misterioso disco dei QUASAR L.S. “The Dead Dream”, mai pubblicato precedentemente, le cui tracce originarie risalgono al 1977, riregistrato nel 1995 rispettando assolutamente le composizioni e i suoni originari. "The Dead Dream" precede di quasi vent'anni l'Opera rock "Abraham", che consacrò da subito la band friulana al top del  classic-prog italiano degli anni 90 (il nome esplicitato "Quasar Lux Symphoniae" sancirà nei '90 il grande incontro della rock band con il maestro Paolo Paroni e la musica classica). 
"The Dead Dream" è un concept album di grande fascino, pienamente immerso nel clima musicale dei seventies, intriso di ipnotica psichedelia pinkfloydiana, malinconiche atmosfere ed elettrici deliri hard-rock. Un concept per perdersi in un'oscura e drammatica storia di morte, presumibilmente anche la morte del sogno lisergico, pervaso da una magnetica tensione, caratterizzato da struggenti melodie, con il cantato ispirato e di grande intensità interpretativa dello storico cantante e chitarrista Roberto "Beattie" Sgorlon, coi testi visionari del bassista Umberto Del Negro.
“la colonna sonora per l’ultima notte californiana di Jim Morrison…se non fosse andato a Parigi?”

1 commento:

Anonimo ha detto...

BRAVI MUSICISTI QUESTI LITAI CHE SI ABBEVERANO CON REMINESCENZE FRIPPIANE E NON SOLO. COMUNQUE AVVINCENTI FUGHE STRUMENTALI FANNO DA PADRONE IN PARTICOLARE QUANDO SAX E CHITARRA DIALOGANO E SI INTRECCIANO. TROVO TUTTAVIA SCARSA ORIGINALITA' NELLE PARTI CANTATE (O PER MEGLIO DIRE "DECLAMATE") CON AMPI RIFERIMENTI A QUEL DI PAOLO CARELLI DEI MITICI ED UNICI PHOLAS DACTYLUS (CONCERTO DELLE MENTI)!!!!. P.S.: A PROPOSITO DEI P.D. COME MAI NON SE NE FA CENNO NEL LIBRO (CHE HO MOLTO APPREZZATO) "PROG UNA SUITE LUNGA MEZZO SECOLO" ? MA QUESTA E' UN'ALTRA QUESTIONE... A PRESTO VITO TROIANI

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