giovedì 8 marzo 2012

Chi va con lo Zoppo... partecipa allo showcase 'Lucio Battisti e la Numero Uno'



LUCIO BATTISTI E LA NUMERO UNO
UN VIAGGIO NELL’UNIVERSO BATTISTIANO E DELL’ETICHETTA NUMERO 1
ATTRAVERSO LE COPERTINE DI DISCHI CREATE DA
CESARE MONTI
 
Descrizione:



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Vololibero EDIZIONI
MARTEDI’ 13 MARZO
ORE 18.30
Ingresso Gratuito

MUSEO PECCI MILANO
Ripa di Porta Ticinese 113
MILANO
 
Intervengono:

CESARE MONTI MONTALBETTI
Fotografo e artista

ALBERTO RADIUS
Musicista che con le SOLE PAROLE racconterà il suo rapporto con la Numero 1,  Monti e Battisti

Il libro, costituito per la maggior parte da immagini inedite di Lucio Battisti e degli artisti della Numero Uno e disegnato graficamente da una pittorica interpretazione della compagna di sempre di Cesare Monti, Vanda Spinello, è soprattutto un viaggio in quel periodo storico che ha visto la musica italiana vivere il suo momento più glorioso. Un mondo dove la creatività era regina ed il mercato il suo servitore. Un mondo dove la gioia del fare era più importante delle classifiche di vendita.
 Un carosello di immagini e visioni, una cronaca di piccoli fatti, di piccoli eventi che ci mostrano come la storia è inconscia e sottile.
 
Durante l’incontro verranno proiettate alcune delle numerose foto tratte dal volume nel libro

L’Autore:
 
Cesare Monti Montalbetti (Milano 1946), uno dei più noti fotografi musicali (e non solo) italiani, è stato il fotografo della Numero Uno ai tempi d’oro dell’etichetta, vale a dire nel corso degli anni ’70. Si devono a lui molti degli scatti che ritraevano quello che allora era il cast della celebre etichetta musicale, da Lucio Battisti ai Dik Dik, dalla PFM alla Formula 3. Ma Cesare Monti non è stato soltanto il fotografo ufficiale di Lucio Battisti: ha lavorato per la Cramps, è stato il direttore artistico di “Re nudo”, ha girato film e spot pubblicitari e ha lavorato negli Stati Uniti per l’etichetta discografica di proprietà dei Rolling Stones, la Rolling Stones Records.  è stato, negli anni '70 ed i primi anni '80, concept-creative per numerose case discografiche ideando e realizzando gran parte delle copertine degli album pubblicati in quel periodo. Tra le etichette ricordiamo oltre alla già citate Numero Uno e la Cramps, la Trident, la Produttori Associati, la Polygram, l'RCA, la CBS, l'EMI, l'Ascolto, l'Ultima Spiaggia (della quale fu anche socio), la Sony e la WEA.
Le ultime stime effettuate sulle vendite degli album per i quali Cesare Monti Montalbetti fu concept-creative parlano di oltre 1.000.000.000 di copertine vendute nel mondo.


 
All’interno della mostra:
TURBOLENZE
 
Progetto a cura di Stefano Pezzato
Mostra organizzata dal Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato
 
Opere di
NOBUYOSHI ARAKI
ELENA BERRIOLO
BOTTO&BRUNO
MARCOS CHAVES
MARTHA COLBURN
FLATZ
DMITRI GUTOV / RADEK COMMUNITY
OLGA KISSELEVA
LUCIA MARCUCCI
VIK MUNIZ
ANATOLY OSMOLOVSKY
VALIE EXPORT
ERWIN WURM
 
Acquisite grazie a
gli artisti, Fondazione Cassa di Risparmio di Prato, Carlo Palli
 
Inaugurazione: giovedì 8 marzo 2012, ore 19
Apertura: fino al 14 aprile 2012
Orari: da martedì a sabato, ore 15-19
Chiuso: domenica e festivi
Ingresso libero
 
Ripa di Porta Ticinese 113, Milano
M2 stazione Porta Genova
Tram 2 fermata Porta Ticinese d'Adda
 
Il Museo Pecci Milano presenta dal 9 marzo al 28 aprile 2012 un progetto espositivo inedito che mutua dalla fisica l'identificazione di moti disordinati, irregolari e apparentemente caotici, fuori regola,raccogliendo insieme varie esperienze artistiche contemporanee i cui esiti assumono forma di TURBOLENZE, elaborate da artisti o gruppi di artisti di diversa provenienza (Austria, Brasile, Giappone, Italia, Russia, USA).
La selezione di opere proposte dalla collezione del museo, acquiste nell'arco di vent'anni di attività espositiva, rispecchia lo stato di inquietudine e agitazione economica, politica e sociale in cui stiamo vivendo e offre al visitatore esempi di interpretazione e rappresentazione di fenomeni e dinamiche che governano la nostra epoca.
La mostra, come un improvviso annuncio di volo, invita il pubblico ad “allacciare le cinture di sicurezza” e seguire con attenzione le fluttuazioni e gli scossoni impressi da queste opere alla normale percezione della realtà.
 

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