sabato 7 aprile 2012

Chi va con lo Zoppo... partecipa a Barocco Rock


Sabato 28 aprile 2012 ore 21.00
Murazzi del Po lato destro
 Vicino a Giancarlo. Torino.

BAROCCO ROCK
Orchestra barocca "L'Aura Soave" di Cremona
Sergio Azzolini: direttore e fagotto solo

Selezione musicale a precedere e a seguire il concerto a cura di Federico Gandin
 

Torino è sempre molto orgogliosa di sè, e forse un po’ autocelebrativa, quando si parla di sperimentazione in ambito musicale. E' importante però ricordare che questa non significa unicamente guardare al futuro ma anche saper valorizzare il passato e le radici culturali, saperli riproporre in nuove vesti. 
Già da anni esistono a Torino organizzazioni che hanno saputo avvicinare nuovi ascoltatori ai templi sacri come il Conservatorio G. Verdi, l’Auditorium Rai e il Teatro Carignano. Questi esperimenti hanno avuto molto successo, dando nuova linfa vitale alla scena locale. Finora però ancora nessuno ha azzardato il processo inverso: uscire dai “caveau classici” e portare la musica barocca nel cuore della vita notturna e della “movida” cittadina.
La sfida che l’Accademia Corale Stefano Tempia desidera affrontare nel proporre l’Orchestra “L'Aura Soave” di Cremona ai Murazzi del Po è quindi di doppia natura: unire un nuovo pubblico a quello già esistente ed esplorare il territorio alla ricerca di location insolite per questo genere musicale.

Antonio Vivaldi:
Concerto in do magiore
RV 470 per fagotto
"Il Capriccioso"
Concerto in la minore
RV 419 per violoncello e fagotto

Concerto in re maggiore
RV 93 per liuto

Concerto in sol minore
RV 495 per fagotto
"I Demoni"
Concerto in do maggiore
RV 180 per violino
"Il Piacere"

Concerto in si bemolle maggiore
RV 501 per violino e fagotto
"La Notte"
Il fagotto intrigava molto Vivaldi. Ha scritto ben trentanove concerti per questo strumento, tutti nella maturità e tutti ora conservati nei fondi «Foà-Giordano» della Biblioteca Nazionale di Torino. Nessun altro ci si è dedicato tanto, né allora, né mai. Non bastasse, il Prete Rosso usa il fagotto ogni volta che può, nei concerti per archi come in quelli per vari strumenti; per il basso continuo, com’è ovvio, ma anche nella ricerca, cui mai rinuncia, di colori inediti. Su di lui questo fiato a doppia ancia, un lungo tubo di legno figlio della rinascimentale dulciana, dal suono scuro e morbido, ha esercitato un fascino particolare. Forse, come osserva Michael Talbot, il Veneziano provava un’istintiva inclinazione per gli strumenti di registro grave, come appunto il fagotto e il violoncello. Li sentiva affini all’altra faccia, quella malinconica, della sua anima bizzarra. In quest’anima il bolzanino, ora mezzo tedesco (vive a Berlino e insegna a Basilea), Sergio Azzolini, massimo interprete del fagotto barocco, sa discendere come pochi a esplorarne i labirinti. Da una parte uno spleen implacabile, come il moto ondoso che sgretola Venezia (Largo di RV 496), i misteri dei canali velati di nebbia, delle paludi (la lunga nota tenuta che apre il secondo movimento di RV 495 I demoni). E dall’altra l’energia furiosa (Molto strappato indicava volentieri Vivaldi) che si sprigiona ovunque dalle linee di basso. Un barocco-rock, che Azzolini e l’Aura Soave, gruppo specialistico cremonese, bilanciano con sapienza, senza che il galoppare del ritmo prevalga mai sull’espressione. L’effetto è di sconcertante modernità, e il fagotto di Azzolini suona come il verso di un’anatra mixato alla tromba di Miles Davis (Largo di RV 499).

A un tavolo parigino, nel novembre 2010, si festeggiava il premio Diapason d’Or che l’omonima rivista francese aveva assegnato quella mattina nella sede di Radio France al primo disco dei concerti per fagotto edito da Naïve per Vivaldi Edition (stesso premio per il secondo disco un anno dopo). Al caffè, qualcuno, – forse proprio chi scrive – butta lì: «Questa è musica che piacerebbe in discoteca». «Perché no?» risponde Azzolini, artista impeccabile, ma altrettanto esuberante. Quando racconta i concerti a parole (lo farà anche a Torino) non ha meno fascino di quando li suona. Il seme era gettato e ora germoglia, dopo le verifiche necessarie per un esperimento non privo di rischi.
La discoteca no, troppo rumore e svagatezza, ma i Murazzi sì, il cuore della vita notturna torinese. Il 28 aprile sarà, male che vada, una serata da non perdere. Vivaldi, il fagotto e la gaudente Torino della notte. Noi offriremo la “nostra” notte, tra l’altro, il Concerto RV 501 con i suoi fantasmi, che lo stregone Azzolini evocherà ai piedi dei Piccoli spiriti blu di Rebecca Horn ai Cappuccini. Peggio per chi non ci sarà.

(Orlando Perera, presidente dell'Accademia Corale Stefano Tempia. Articolo "Azzolini, l'anatra e Miles Davis" scritto per Sistema Musica, aprile 2012)

Biglietti in vendita  presso la biglietteria dell’Accademia dal lunedì al venerdì con orario 9.30-14.30
Oppure a partire da un'ora prima del Concerto direttamente ai Murazzi
Biglietti a 18 - 12 (under 25 e over 65) e 8 euro (studenti)
Tel. 011 5539358 biglietteria@stefanotmpia.it
In caso di pioggia il concerto si terrà al Conservatorio "G. Verdi", Piazza Bodoni, Torino

Acquista i biglietti online su www.stefanotempia.it

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