sabato 19 maggio 2012

Chi va con lo Zoppo... ascolta 'Rainbro', il nuovo disco degli Inner Ear Brigade

Che grande nome Inner Ear Brigade. Di "brigatista" però c'è ben poco, se ci riferiamo a un'indole guerrigliera e aggressiva. Anzi, la formazione californiana, nuovo fiore all'occhiello della nostrana AltrOck, si ispira a quella visione "aurea" del progressive storico che non conosce confusione e irregolarità ma equilibrio e lettura "orchestrale". Non a caso l'ampio ensemble - dieci membri - si propone come piccola orchestra rock ispirata all'arco sonoro che va dai Gentle Giant agli Isildurs Bane passando da Zappa agli Henry Cow.

Spigoloso e pungente, policromatico nell'esposizione delle possibilità timbriche offerte dall'organico, il debutto "Rainbro" si presenta aderente alle linee guida AltrOck - più legate alla combinazione jazz e avant-rock - ma non sconfina nei territori folleggianti alla French TV. Il punto distintivo degli IEB è nell'equilibrio tra passato e presente, nell'interpretazione aggiornata e spesso sorprendente (vedi l'hard sound della title-track o il funk-jazz deviato di "Oom pah") di moduli nati e cresciuti più di trent'anni fa.

Il gruppo preferisce concentrarsi su brani di breve durata ma dalla ricca convivenza di cellule sonore ("Too good to be true" è un ottimo esempio), con il canto di Melody Ferris che conferisce quell'andatura lunatica cara alla terra di Canterbury ("Missing the train"); un'organica visione d'insieme evita il suonarsi addosso anche in prove più corpose come "Dirty spoons" e la conclusiva "25 miles to freedom".

Il tocco surreale, l'urgenza espressiva, l'approccio poco convenzionale e autoindulgente della formazione di Oakland rendono "Rainbro" uno dei più stimolanti debutti progressive degli ultimi tempi.


(Recensione apparsa su: http://www.movimentiprog.net/modules.php?op=modload&name=Recensioni&file=view&id=3569)

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