mercoledì 13 giugno 2012

Chi va con lo Zoppo... ascolta 'La Trasfigurazione', il nuovo album degli Ornithos

Tra le formazioni più recenti del progressive italiano, il Bacio Della Medusa ha impressionato i cultori per alcune caratteristiche: l'adesione a suoni e atmosfere tipicamente anni '70, un'estetica e una concettualità vicine ad esperienze dark e psichedeliche, un linguaggio originale, aulico, letterario e antico. Un patrimonio di conoscenze, attitudini e obiettivi che accomuna al BDM la parallela formazione degli Ornithos: la nuova band fondata da Eva Morelli, Federico Caprai e Diego Petrini, caratterizzata da una visione non confinata alla sola pratica progressive ma collegata alla psichedelia e all'hard passando per il folk e il rock-jazz.

Spirituale ed alchemico è il tema chiave del concept: "La Trasfigurazione" già dal titolo lascia intuire una vicenda evolutiva, il percorso di rigenerazione interiore del protagonista che gli Ornithos affrontano in tre parti, rispettivamente dedicate al passato, al presente e al futuro. Organico ampio e ben affiatato, stimolato dal plot e da una vivace vena descrittiva, gli Ornithos immaginano un prog-rock acceso e visionario per rievocare l'itinerario sapienziale della trasfigurazione, utilizzando tecniche e canoni care a nomi come Banco, Focus, Van Der Graaf e Balletto di Bronzo.

Se l'overture ha un significato e una funzione nell'economia dell'opera, l'irruenza de "L'Orologio" apre il sipario su un album che lascia volentieri da parte toni introspettivi per sfoderare grinta, marcette fiammanti e travolgenti assoli incrociati di fiati, organo e chitarre. Il disco scorre con fascino, alternando la narrazione dal sapore gotico e fosco alle irresistibili scorribande strumentali (ad es. "Somatizzando l'altare di fuoco" e "L'arrivo dell'orco"), tirando fuori anche exploit tango ("Ipostasi"), riffoni heavy ("La notte") ed episodi memorabili per spunti e vitalità come "Salamandra".

"La Trasfigurazione" rivela dei difetti che dipendono più dall'adesione al genere (ad es. la prevedibilità di alcuni passaggi, sia collettivi che singoli) che dalla band, sicura e convinta di questo "movie for your ears". Un ottimo debutto.


(Recensione apparsa su: http://www.movimentiprog.net/modules.php?op=modload&name=Recensioni&file=view&id=3582)

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