venerdì 6 luglio 2012

Chi va con lo Zoppo... legge MOLECOLE n. 35: Tito Rinesi, Sakee Sed, Buen Retiro

Tra i compositori italiani contemporanei, Tito Rinesi è tra quelli più vicini allo spirito profondo dell'Oriente. Evitando cartoline e oleografia, rifuggendo dalla world music a buon mercato, Tito ha conservato intatta quella sincerità d'intenti che portò in dote ai Saint Just nel 1974, quando collaborò con la band nell'esperimento tra rock, West Coast e progressive di La casa del lago. In Verso Levante - titolo ancora una volta programmatico - egli affida al sapiente pianismo di Michele Fedrigotti il meglio della sua produzione, lavorando su quell'essenzialità che non è assenza di sostanza, quella semplicità che - da "complessità risolta" - non abdica alla ricchezza di riferimenti, influenze e sfumature. Tra scrittura e composizione estemporanea, scale e tonalità tipicamente orientali, danze e risonanze, Fedrigotti interpreta magistralmente i pezzi di una delle nostre firme più ispirate e aperte. Un ponte tra culture.
http://www.titorinesi.com

Sono due anche i Sakee Sed ma la pasta, il suono e la direzione vanno altrove. Dai Black Keys ai vicini Verdena, dai Flaming Lips più incazzati al classico stomp stonesiano, Gianluca Perucchini e Marco Ghezzi tirano fuori un disco di ottimo rock contemporaneo, più deciso e diretto dei precedenti. Chitarre elettriche, piano Fender (gloria in excelsis deo) e un drumming che rinuncia a pelli e piatti per spostarsi su fusti di legno rendono A piedi nubi un lavoro eccitante: non è una summa di originalità ma il passo è lesto, il piglio scanzonato. Non mancano riferimenti cantautorali e secchi martellamenti funk, il grosso dell'album si assesta su un rock-soul dal sapore analogico. Fumoso e scoppiettante.
http://www.myspace.com/sakeesedfamily

Niente slanci metafisici, lontano il culto dell'elettricità rock, i Buen Retiro partono dal titolo: In penombra mette subito in evidenza che di luce ce ne sarà poca, si giocherà tra sfumature, filigrane sonore, passaggi fluidi tra atmosfere, in una visione del disco che non è susseguirsi di pezzi ma esperienza e itinerario alchemico. Ovvia la produzione di Amaury Cambuzat, prevedibile l'adesione al modulo post-rock alla Explosions In The Sky e God is an Astronaut, ma la band pescarese nonostante gli stereotipi ha bene in mente cosa comunicare. Chiaroscuri shoegaze, dinamiche rallentate, esplosiosi ed estasi, in un viaggio sonico suggestivo.
http://www.myspace.com/buenretiro

D.Z.

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